Il quartier generale dello scandalo che per primo ha innescato la maxi indagine della Procura di Roma sui siti sessisti, la pagina Facebook ‘Mia Moglie’, con centinaia di denunce e segnalazioni da tutta Italia, sarebbe stato a Lecce, nella casa di un 70enne, ormai deceduto, e di sua moglie 52enne. Proprio attraverso l’utenza cellulare della donna e quella dell’ex compagno della figlia, di 24 anni, sarebbe stata creata la pagina. Sul social migliaia di utenti condividevano immagini di donne, definite nei commenti mogli o compagne, pubblicate verosimilmente senza il consenso delle persone ritratte.
Nei giorni scorsi la polizia postale, su delega dei pm capitolini, ha perquisito le abitazioni dei due, alla ricerca di telefoni, computer, pen drive, hard-disk, notebook, fotocamere e videocamere, ogni dispositivo utile alle indagini, con il fine di estrapolare file e chat contenenti messaggi di testo, audio, foto e video.
La 52enne e l’ex genero 24enne rispondono, in concorso con altre persone allo stato ignote, di diffamazione aggravata e diffusione illecita di immagini e video sessualmente espliciti ritraenti donne e personaggi pubblici. Attraverso l’acquisizione dei file di log, quelli cioè che registrano la cronologia delle attività e degli accessi sui server, gli investigatori hanno individuato le due utenze collegate alla pagina Facebook. Dopo la notifica dell’avviso di garanzia e del decreto di perquisizione, la 52enne è stata interrogata per ore negli uffici della Questura di Lecce. Assistita dall’avvocato Salvatore Rondine, la donna ha risposto a domande relative al contenuto della pagina. Le sarebbero state mostrate le immagini pubblicate sul social e contenute nel suo telefono, alcune delle quali ritraenti la stessa indagata. “La signora si professa estranea alle accuse” dichiara il legale, definendola come “fortemente scossa”.
A creare la pagina social, cioè, sarebbe stato il marito 70enne, morto a marzo 2025, prima che scoppiasse lo scandalo. Nei mesi successivi, poi, la pagina è rimasta aperta e infatti la data di commissione dei reati contestati dalla Procura di Roma è 22 agosto 2025, dopo le denunce arrivate da tutta Italia e la chiusura del gruppo da parte di Meta, che ha poi collaborato con gli investigatori. L’analisi dei dispositivi informatici sequestrati potrà rivelare come e quando sono stati acquisiti foto e video e individuarne gli eventuali responsabili, oltre ad accertare il ruolo dei due indagati salentini, se ignari di quello che accadeva attraverso i propri cellulari o consapevoli e complici.