“Quando ci accorgiamo che tante cose attorno a noi non vanno, a volte viene da chiedersi: ma avrà un senso quello che stiamo facendo? Si insinua la tentazione dello scoraggiamento, con la perdita di motivazioni e di slancio. Invece è proprio di fronte al mistero del male che dobbiamo testimoniare la nostra identità di cristiani, di persone che vogliono rendere percepibile il Regno di Dio nei luoghi e nei tempi in cui vivono”. Lo ha detto papa Leone nella messa celebrata nella parrocchia dell’Ascensione al Quarticciolo, nella periferia della Capitale.
“A fronte dei numerosi e complessi problemi di questo territorio – ha spiegato -, che incombono sui giorni del vostro abitare qui, a voi è affidata la pedagogia dello sguardo di fede, che trasfigura di speranza ogni cosa, mettendo in circolo passione, condivisione, creatività come cura delle tante ferite di questo quartiere”.
Nei suoi incontri nella parocchia, con i bambini e i giovani dell’oratorio ma anche con i disabili, gli anziani e alcune mamme di giovani alle prese con la tossicodipendenza, il Papa ha parlato più volte dell’importanza della “pace nel mondo” ma anche della pace “in casa”, a partire dalle proprie comunità.
“Dobbiamo rifiutare ciò che fa male, ciò che fa danno alla salute, la droga, che esiste in questa zona, diciamo sempre no alla droga e sì alla salute, a quello che fa bene”. Il Papa ha parlato nel cortile della parrocchia dell’Ascensione dopo aver salutato uno ad uno i fedeli presenti e anche abbracciato i ragazzi e le ragazze delle varie animazioni. Quando ha pronunciato il suo no alla droga, in molti hanno applaudito.