ERA INCINTA

Giallo in Egitto: Erika Squillace uccisa da un farmaco sbagliato

Nonostante i medici egiziani le avessero diagnosticato una "gravidanza isterica", gli accertamenti hanno rivelato che la giovane era realmente incinta di sette settimane

Giallo in Egitto: Erika Squillace uccisa da un farmaco sbagliato

Svolta drammatica nelle indagini sulla morte di Erika Squillace, la parrucchiera 27enne di Mentana deceduta lo scorso agosto ad Alessandria d’Egitto. Nonostante i medici egiziani le avessero diagnosticato una “gravidanza isterica”, gli accertamenti hanno rivelato che la giovane era realmente incinta di sette settimane. Per interrompere quello che credevano un falso stato interessante, le era stato somministrato il Methotrexat Ebewe, un potente farmaco antitumorale che si è rivelato letale.

La vicenda, ora al centro di un fascicolo per omicidio colposo aperto dalla Procura di Roma, presenta contorni inquietanti. Secondo la denuncia della famiglia, il farmaco sarebbe stato iniettato in dosi massicce tra le mura domestiche, su insistenza del marito egiziano della vittima, anziché in una struttura ospedaliera protetta. Erika, che era partita per conoscere i suoceri, è spirata dopo dodici giorni di agonia all’Andalusia Hospital, mentre ogni tentativo dei genitori di riportarla in Italia con un volo sanitario veniva bloccato dai medici locali.

Gli investigatori del RIS hanno ora acquisito il cellulare della ragazza per analizzare i messaggi scambiati con il marito, un 32enne conosciuto pochi mesi prima delle nozze, il cui comportamento è al vaglio degli inquirenti. Il caso è approdato anche in Parlamento con un’interrogazione ai ministri degli Esteri, della Salute e della Giustizia, mentre la famiglia chiede a gran voce che venga fatta luce sulle responsabilità mediche e sulle pressioni subite dalla giovane prima del decesso.