L'INTERVENTO

Fuga dei cavalli per l’esplosione dei fuochi d’artificio, parla il comandante della Polizia Locale

"E' stato un gesto sciocco, che si ripete da anni ma non per mano di appartenenti al corpo e non è mai avvenuto nulla".

Fuga dei cavalli per l’esplosione dei fuochi d’artificio, parla il comandante della Polizia Locale

L’esplosione dei fuochi d’artificio che ha fatto imbizzarrire i cavalli in fuga sulla via Cristoforo Colombo tra venerdì e sabato “è stato un gesto sciocco, che si ripete da anni ma non per mano di appartenenti al corpo e non è mai avvenuto nulla. Purtroppo stavolta ci sono state conseguenze. Questo non esime dalle responsabilità chi ha commesso il fatto. Sono incolpati della conseguenza di quei fuochi d’artificio”.

Lo ha detto il comandante della polizia locale di Roma Capitale, Mario De Sclavis, in merito all’incidente provocato dall’accensione di fuochi d’artificio da parte di un vigile urbano in compagnia di altri colleghi, che ha innescato la fuga di 30 cavalli durante le prove della parata del 2 giugno.

“Prima di tutto li ho esclusi dalla parata e parlando con la comandante del gruppo intervento traffico ho deciso che le persone coinvolte saranno escluse dai servizi operativi. Anche a tutela degli stessi, della loro incolumità, poiché potrebbero essere oggetto di qualche impropero”.

“Non farò sconti a nessuno”, ha ribadito De Sclavis .
“Non ci sono iscritti al registro degli indagati – ha affermato -. Aspettiamo la procura. Non posso sospendere una persona” finché non si esprime “l’autorità giudiziaria. Faccio quello che è nella mia potestà”.

A chi gli chiedeva cosa fosse andato storto il Comandante ha risposto: “Il caso. La iella. Questa usanza va avanti da anni, c’è qualche plotone che spara i fuochi durante le prove. I fuochi non sono stati sottratti da alcun sequestro, sono fuochi di una libera batteria, acquistati, durati solo alcuni secondi. Sono tutti ragazzi che vivono insieme per un mese, fanno le prove e la sera della fine delle prove festeggiano questo periodo con un momento conviviale, da qualche anno è stato aggiunto lo sparo dei botti, è una malsana usanza”.
“Lo hanno fatto con tutta l’ingenuità del mondo, ma non per questo non pagheranno per quello che hanno fatto”, ha aggiunto.