LA REQUISITORIA

Femminicidio di Manuela Petrangeli, il PM chiede l’ergastolo per Molinaro

Evidenziata l'assenza di attenuanti e la premeditazione in un caso di omicidio volontario e atti persecutori aggravati

Femminicidio di Manuela Petrangeli, il PM chiede l’ergastolo per Molinaro

Il pubblico ministero ha chiesto la pena dell’ergastolo per Gianluca Molinaro, accusato del femminicidio di Manuela Petrangeli. Oltre alla massima pena, l’accusa ha chiesto anche l’isolamento diurno per 18 mesi. Manuela Petrangeli, fisioterapista cinquantenne impiegata presso la casa di cura Villa Sandra a Roma, venne uccisa il 4 luglio 2024 in via degli Orseolo, appena uscita dal lavoro. Molinaro sparò con un fucile a canne mozze dalla sua auto.

La Persecuzione e le Minacce

Il testo della requisitoria ha evidenziato la lunga e violenta persecuzione subita dalla vittima. Molinaro inviava messaggi carichi di minacce terrificanti a Manuela Petrangeli, come: «Ti vengo a pisciare sulla bara», «Mi farò tipo Hannibal Lecter» e «Mi prenderò la mia rivincita. Sarà spaventosa per te e per lui, una vendetta che ti segnerà per sempre». Il PM ha specificato che Molinaro, sebbene i due si fossero lasciati da tre anni, accusava la donna di tradimento e di provocarlo.

Le motivazioni dell’accusa

Il pubblico ministero ha respinto con forza ogni possibile attenuante, arrivando a suggerire che si potesse contestare l’aggravante dei futili motivi. La requisitoria ha inoltre sottolineato la coincidenza temporale dell’udienza con la Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne, evidenziando che Manuela Petrangeli non è stata vittima di un raptus, ma di una “cultura patriarcale che normalizza il controllo e il dominio sulle donne”.