Arriva la richiesta di condanna dei pm per Tancredi Antoniozzi, figlio del vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Alfredo. In udienza preliminare – in cui è stato avanzata la domanda dei legali difensori per il rito abbreviato – i pubblici ministeri hanno chiesto sei anni e sei mesi per il giovane romano di 22 anni accusato, riguardo a due diversi episodi, della rapina di un Rolex e di una tentata rapina, a cui si aggiungono anche i reati di violenza privata e tentata estorsione. Il 27 maggio, data in cui potrebbe arrivare quindi anche la sentenza, si esprimeranno gli avvocati di Antoniozzi, per i quali “ci sono una serie di considerazioni formulate dal pm che nascono da un’interpretazione che – dicono – non condividiamo in merito alla ricostruzione dei fatti”.
Secondo gli inquirenti – come si legge dall’ordinanza di custodia cautelare del gip risalente a un anno fa – Antoniozzi sarebbe il “promotore e organizzatore” della rapina di un Rolex da 20mila euro e avrebbe avuto tre complici per i quali sono arrivate altrettante richieste di condanna, tra i sei i tre anni.
Un anno fa i magistrati ritenevano che in Antoniozzi ci fosse “una spiccata tendenza a delinquere non già per bisogno, ma per il palese ‘piacere’ di trasgredire le regole di civile convivenza, individuando come vittime giovani appartenenti al suo stesso ambiente socio economico di assoluto privilegio, certo dell’impunità derivante da una strisciante omertà”. Secondo la procura, Tancredi avrebbe prima orchestrato una rapina, poi avrebbe cercato un compenso per restituire l’orologio di lusso, mettendo in piedi una recita e fingendo di aiutare il ragazzo a cui era stato sottratto un Rolex Daytona da ventimila euro, se fosse stato disposto a pagare.
La rapina era avvenuta a dicembre 2024, quando nel quartiere romano dei Parioli la vittima era stata seguita e minacciato con un coltello da cucina da un altro dei membri della presunta banda, sempre secondo le accuse. Dopo essere stata aggredita, la vittima si era poi rivolta al giovane Antoniozzi, che gli propose un mediatore, in realtà però complice del colpo, il quale gli avrebbe promesso di fargli riavere il Rolex se avesse pagato settemila euro. Quest’ultimo però in seguito aiuterà gli investigatori a ricostruire la vicenda, dopo aver rivelato il suo vero ruolo alla vittima, la quale ha poi denunciato.