Svolta nel processo per la morte di Angelina Soares De Souza, la 46enne italo-brasiliana precipitata dal quarto piano di un palazzo in via Mario Fasan, a Ostia, nell’aprile 2024. Secondo la perizia disposta dalla Corte d’Assise, la dinamica della caduta non sarebbe compatibile con un gesto volontario, bensì con un intento omicidiario: la donna sarebbe stata sollevata e “calata” nel vuoto dal compagno, Dorin Nemtelea, a seguito di una violenta colluttazione scoppiata in cucina.
L’imputato, un 43enne moldavo per cui l’accusa ha chiesto 15 anni di reclusione, avrebbe tentato di far scendere la compagna al piano inferiore per riaprire una piazza di spaccio legata al clan Spada, dopo che il custode dell’appartamento si era addormentato chiudendo la porta dall’interno. I rilievi tecnici smentiscono la versione della difesa: la traiettoria verticale del corpo e l’impatto contro una tapparella al secondo piano dimostrano che Angelina non stava tentando di raggiungere il terrazzo sottostante, ma è stata lasciata cadere.