cambio di passo

Accelera la cooperazione sulla strage di Crans: i pm di Roma volano in Svizzera

Questo "deciso cambio di passo" nelle relazioni tra le due procure segna un punto di svolta per i familiari delle vittime italiane

Accelera la cooperazione sulla strage di Crans: i pm di Roma volano in Svizzera

Svolta nelle indagini sulla strage di Crans-Montana, il tragico incidente che è costato la vita a 41 persone, tra cui sei cittadini italiani. La Procuratrice generale del Cantone Vallese, Beatrice Piloud, ha inviato una comunicazione ufficiale alla Procura di Roma aprendo le porte a una cooperazione giudiziaria “rafforzata”.

Dopo la rogatoria inviata dall’Italia a gennaio, le autorità svizzere hanno impresso una decisa accelerazione al caso:

  • Accesso totale agli atti: La magistratura di Sion ha messo a disposizione degli inquirenti italiani l’intera attività istruttoria svolta finora.

  • Missione a marzo: Nei primi giorni del prossimo mese, il team di magistrati coordinato dal procuratore Francesco Lo Voi si recherà in Svizzera per selezionare i documenti e le prove fondamentali per il fascicolo aperto a Piazzale Clodio.

Le ipotesi di reato

Il procedimento romano mira a fare luce su eventuali responsabilità e negligenze che hanno portato al disastro. I reati ipotizzati dalla Procura di Roma sono:

  1. Disastro colposo

  2. Omicidio colposo

 Questo “deciso cambio di passo” nelle relazioni tra le due procure segna un punto di svolta per i familiari delle vittime italiane, che da mesi attendono risposte sulla dinamica e sui responsabili della tragedia avvenuta sulle Alpi svizzere