La Procura a Roma venerdì prossimo conferirà l’incarico a un consulente affinché proceda a copiare le immagini contenute nei telefonini sequestrati nell’indagine avviata nella capitale sulla tragedia della notte di Capodanno a Crans-Mondana, in cui hanno perso la vita 41 giovani, di cui 5 italiani, e 115 sono rimasti feriti.
E’ stato notificato ai legali delle 15 parti offese, l’avviso con cui il pm, Stefano Opilio, ha disposto l’accertamento irripetibile e ha convocato per la mattina del 20 febbraio, nel suo ufficio, i familiari dei ragazzi, sia morti sia feriti, per procedere con le operazioni.
Il pubblico ministero ha raccolto, con un sequestro probatorio eseguito nei giorni scorsi, i cellulari delle vittime: si ritiene che le immagini e le chat e altri dati della notte tra il 31 dicembre e l’1 gennaio possano restituire elementi rilevanti nella ricostruzione del rogo a Le Constellation.
Una maxi consulenza medico legale
E’ l’iniziativa della Procura di Roma alla vigilia dell’incontro, fissato per il 19 gennaio a Berna, con gli omologhi elvetici. I magistrati di piazzale Clodio acquisiranno tutta la documentazione medica degli italiani coinvolti nell’incendio al Costellation per affidarla a consulenti. Un lavoro “ad ampio spettro” che punta a cristallizzare, grazie anche ai risultati delle cinque autopsie svolte in Italia, le risultanze sulle cause della morte e sulle lesioni riportate dai feriti nel corso del tragico rogo.
Il procedimento avviato a Roma, coordinato dal procuratore Francesco Lo Voi, dall’aggiunto Giovanni Conzo e dal sostituto Stefano Opilio, è al momento contro ignoti. Nel fascicolo si procede per disastro colposo, omicidio colposo e lesioni aggravate. Le iscrizioni nel registro, a cominciare dai gestori del locale, Jaques e Jessica Moretti, verranno formalizzate solo dopo l’incontro di giovedì in cui si dovrebbero gettare le basi anche per una futura collaborazione giudiziaria. Per i coniugi Moretti le misure cautelari emesse dalle autorità svizzere scadranno ad aprile.
Sul fronte delle indagini sono in corso da alcuni giorni le audizioni dei feriti affidate alla Squadra Mobile. Una attività istruttoria particolarmente delicata: gli investigatori stanno acquisendo i racconti di chi quella notte era presente all’interno del locale cercando di fare emergere elementi utili per l’impianto accusatorio.
Nella rogatoria trasmessa in Svizzera il 13 gennaio scorso, che sarà anche al centro dell’incontro di giovedì, gli inquirenti romani chiedono di potere avere tutta l’attività istruttoria svolta dagli omologhi elvetici. Non solo i verbali degli interrogatori degli indagati e dei testimoni ma anche la documentazione sulle autorizzazioni ricevute dal comune e tutti gli atti relativi al mancato rispetto della normativa sulla sicurezza.
A Sion, intanto, proseguono interrogatori e audizioni di indagati e testimoni. E’ stato ascoltato David Vocat, capo dei pompieri di Crans-Montana. Il teste, in merito ai presunti mancati controlli, ha riferito che in caserma erano “in pochi, il lavoro era tanto” in quanto avevano “tre comuni da gestire” e quindi “non riuscivamo” a effettuare tutte le verifiche necessarie. Anche se a lui e alla sua squadra non spettava controllare “i materiali”, cosa che toccava ai “responsabili della sicurezza” comunali. Vocat ha evidenziato le difficoltà incontrate per via della carenza di risorse. Anche se per la notte di San Silvestro avevano “allestito un team per la gestione dei botti. Quindici persone in caserma e alcune in giro”. Riguardo a Le Constellation, ha raccontato che, quando è arrivato, “c’era tanto fumo e feriti ovunque, come in guerra. Il mio pensiero va alle vittime e alle loro famiglie”.