SFONDATO IL MURO DEI 2 EURO

Caro carburanti, code ai distributori della Capitale

Effetto guerra e speculazione: prezzi alle stelle da Trastevere a piazzale Jonio

Caro carburanti, code ai distributori della Capitale

Non è più solo un allarme, ma una realtà che colpisce duramente le tasche dei cittadini. Nella Capitale il prezzo dei carburanti è esploso, spinto dai venti di guerra in Medio Oriente e dalla chiusura dello Stretto di Hormuz. Il gasolio, in particolare, ha completato il sorpasso sulla benzina, diventando il protagonista negativo di un’impennata che non sembra conoscere freni.

La mappa dei rincari: picchi a Trastevere e sulla Nomentana

Basta girare per i quartieri romani o consultare il portale “Osservaprezzi” del Ministero per accorgersi del salasso. Le stazioni di servizio segnate in “rosso” si moltiplicano:

  • Trastevere: Record negativo alla Esso con il gasolio a 2,299 euro/litro.

  • Nomentana e Parioli: Prezzi tra i 2,11 e i 2,20 euro per il diesel.

  • Roma Nord e Quadrante Est: Al Nuovo Salario e sulla via Flaminia la benzina viaggia stabilmente sopra i 2,09 euro.

  • Autostrade: Sulla A24 si sfiorano i 2,30 euro per un litro di gasolio.

Code e psicosi: “Aumenti folli, meglio fare il pieno ora”

Il timore di nuovi, imminenti rialzi ha spinto centinaia di automobilisti a mettersi in fila. In viale Giulio Cesare, uno dei punti più centrali, le auto incolonnate attendono il proprio turno dietro le pattuglie dei vigili urbani e le Jeep del Campidoglio.

«Se non facciamo rifornimento adesso, gli aumenti diventano davvero folli», commenta Valerio, un automobilista in attesa.

Nelle ultime 48 ore, l’attacco in Medio Oriente ha dato una frustata ai listini: il gasolio è salito di 10 centesimi al litro (+17,5%), mentre la benzina ha segnato un +7%.

L’analisi: rischio corsa agli approvvigionamenti

Secondo l’Unem (Unione energia per la mobilità), la situazione è critica. Se la crisi nello Stretto di Hormuz dovesse prolungarsi, la corsa agli approvvigionamenti potrebbe spingere i prezzi verso livelli “difficili da immaginare”.

A Roma, città già vessata da una pressione fiscale tra le più alte d’Italia (addizionali Irpef al massimo), il rincaro dei trasporti rappresenta l’ennesima mazzata per le famiglie, costrette a utilizzare l’auto privata a causa di una rete di trasporti pubblici ancora non adeguata alle necessità della metropoli.