L'operazione

Carnevale sicuro, maxi sequestro della Guardia di Finanza

In due capannoni situati nella periferia orientale della Capitale sono stati rinvenuti più di un milione di prodotti privi delle prescritte certificazioni di conformità agli standard di sicurezza europei e dei necessari test di laboratorio, oppure recanti il marchio CE apposto illecitamente.

Carnevale sicuro, maxi sequestro della Guardia di Finanza

Oltre un milione di articoli e addobbi di carnevale non sicuri. Il maxi sequestro della Guardia di Finanza di Roma si inserisce in un piano straordinario di controlli finalizzato a garantire la sicurezza dei consumatori e la leale concorrenza sul mercato, bloccando l’immissione in commercio di un ingente quantitativo di accessori e cosmetici non conformi alla normativa comunitaria e nazionale, potenzialmente pericolosi per la salute pubblica. Due le persone che sono state denunciate

 

L’operazione, condotta dai militari del 3° Nucleo Operativo Metropolitano di Roma, ha interessato due capannoni situati nella periferia orientale della Capitale, all’interno dei quali sono stati rinvenuti più di un milione di prodotti – tra maschere, cosmetici, tatuaggi temporanei e articoli per il maquillage – destinati in larga parte a un pubblico di bambini privi delle prescritte certificazioni di conformità agli standard di sicurezza europei e dei necessari test di laboratorio, oppure recavano il marchio CE apposto illecitamente.

 

Cosmetici e prodotti per il trucco non testati possono contenere sostanze chimiche vietate o in concentrazioni superiori ai limiti consentiti, come coloranti non autorizzati o metalli pesanti, in grado di provocare allergie, irritazioni cutanee e oculari, dermatiti e, nei casi più gravi, effetti tossici. Analoghi pericoli possono derivare da maschere e accessori realizzati con materiali scadenti o non certificati, che possono causare lesioni, difficoltà respiratorie o contaminazioni batteriche. I due cittadini di nazionalità cinese, legali rappresentanti della società riconducibile ai depositi oggetto di controllo, sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per il reato di frode nell’esercizio del commercio.