indagine della polizia

Maxi confisca al clan sinti: sigilli a tesoro da 1,8 milioni di euro

Beni accumulati grazie a una netta sproporzione con i redditi dichiarati, che ora lo Stato toglie alla criminalità per restituirli alla collettività

Maxi confisca al clan sinti: sigilli a tesoro da 1,8 milioni di euro

Un impero economico costruito in vent’anni di raggiri, furti e truffe agli anziani. La Polizia di Stato di Roma ha confiscato beni per un valore di un milione e ottocentomila euro a tre esponenti di un clan sinti. Il provvedimento di primo grado, emesso dal Tribunale Misure di Prevenzione, mette la parola fine a un’operazione scattata nel 2024.

Le indagini della Divisione Anticrimine hanno svelato una vera e propria industria del crimine: “trasferte” in tutta Italia per svaligiare case, truffe informatiche e falsificazione di documenti. Per ripulire il denaro sporco, il gruppo usava una fitta rete di prestanome, schermando conti e schede telefoniche per acquistare auto di lusso, gioielli e orologi di valore. I sigilli sono scattati per due società nel commercio di veicoli e nella ristorazione, undici auto e una sfarzosa villa con piscina a Tivoli. Per due dei soggetti è scattata anche la sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno.

Beni accumulati grazie a una netta sproporzione con i redditi dichiarati, che ora lo Stato toglie alla criminalità per restituirli alla collettività.