L’Ente Nazionale Protezione Animali (ENPA) lancia un appello urgente e mobilita tutti i propri canali istituzionali per sostenere i circa 170 cittadini italiani attualmente bloccati nelle zone coinvolte dal conflitto in Medio Oriente che non riescono a rientrare in Italia a causa delle difficoltà legate al trasporto dei loro animali da compagnia. Enpa in queste ore sta raccogliendo numerose richieste di aiuto da parte di connazionali bloccati nelle aree interessate dalla crisi.
La maggior parte delle segnalazioni proviene dalla zona di Dubai, dove si concentrano molti dei cittadini italiani che stanno cercando di rientrare in patria insieme ai propri animali. Si tratta prevalentemente di cani e gatti, ma tra le richieste di supporto ricevute figurano anche un pappagallo e un coniglio.
Corsa contro il tempo
La difficoltà di ottenere in tempi rapidi la documentazione sanitaria richiesta, unita alle limitazioni operative delle compagnie aeree, sta rendendo estremamente complesso organizzare il rientro. In alcuni casi esiste il concreto rischio di abbandono. Per questo motivo Enpa ha attivato un canale di comunicazione dedicato per raccogliere segnalazioni e coordinare gli interventi di supporto. Chi si trova in difficoltà può scrivere all’indirizzo mediooriente@enpa.org.
Parallelamente, l’associazione ha avviato interlocuzioni con il Governo italiano per individuare soluzioni che consentano di facilitare il rientro dei connazionali insieme ai propri animali. Un confronto che Enpa intende proseguire con determinazione, consapevole che in situazioni di crisi il legame tra le persone e i loro animali non può essere ignorato dalle istituzioni.
Enpa ha inoltre scritto alle principali compagnie aeree operative nelle zone di crisi, chiedendo misure straordinarie e temporanee: la semplificazione della documentazione sanitaria richiesta per l’imbarco – con possibilità di regolarizzare la posizione nel paese di destinazione – una maggiore disponibilità di posti per animali sui voli, la sospensione o riduzione delle tariffe aggiuntive per i passeggeri provenienti da aree di emergenza e l’istituzione di un canale dedicato di assistenza per chi si trova in situazioni di crisi.
L’associazione ha anche inviato una richiesta formale alla International Air Transport Association (IATA) affinché vengano emanate linee guida straordinarie per il trasporto di animali domestici da zone di conflitto. Enpa chiede in particolare una circolare alle compagnie associate con procedure semplificate, la definizione di un protocollo di emergenza per la documentazione sanitaria in coordinamento con l’OIE – Organizzazione Mondiale della Sanità Animale – e l’istituzione di un tavolo tecnico per la gestione degli animali in scenari di crisi umanitaria.
La presidente nazionale ENPA
«In queste situazioni drammatiche le persone stanno cercando di mettersi in salvo e fortunatamente per la maggior parte di loro è impensabile farlo separandosi dai propri animali. Chiediamo alle compagnie aeree e agli organismi internazionali di adottare temporaneamente procedure più flessibili. Facilitare il rientro degli italiani con i loro animali significa evitare nuovi abbandoni e riconoscere il valore affettivo e familiare che gli animali rappresentano per milioni di persone». Così Carla Rocchi, presidente nazionale Enpa.
Enpa continuerà a monitorare la situazione e a collaborare con le istituzioni nazionali e internazionali per individuare soluzioni rapide che permettano ai cittadini italiani di rientrare in sicurezza senza essere costretti a separarsi dai propri animali. L’associazione si rende disponibile a fungere da interlocutore tecnico con le autorità veterinarie e sanitarie e a supportare compagnie aeree e organismi di settore nel dialogo con le istituzioni competenti.