LA DENUNCIA DEL SAPPE

Ancora un episodio di violenza nel carcere di Rebibbia. Agente con prognosi di 40 giorni

Nel corso dell’aggressione sette agenti sono rimasti feriti e sono stati trasportati al pronto soccorso

Ancora un episodio di violenza nel carcere di Rebibbia. Agente con prognosi di 40 giorni

Ancora un episodio di violenza presso la Casa Circondariale di Rebibbia Nuovo Complesso, dove un detenuto del reparto G.11, al termine di un violento diverbio con altri ristretti, si è scagliato contro il personale di Polizia Penitenziaria intervenuto per ristabilire l’ordine e la sicurezza.

Nel corso dell’aggressione sette agenti sono rimasti feriti e sono stati trasportati al pronto soccorso per le cure del caso. Le prognosi, inizialmente in fase di accertamento, sono state poi fissate con dimissioni comprese tra i tre e i ventuno giorni; per uno dei poliziotti, che ha riportato le lesioni più gravi, è stata stabilita una prognosi di quaranta giorni. Tra i traumi riscontrati figurano colpi al volto, la frattura di una spalla e un trauma cranico. Il detenuto, di origine sudamericana ma nato a Roma, è stato immediatamente contenuto e posto a disposizione dell’Autorità giudiziaria competente.

Secondo quanto riferito dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, nell’istituto romano sono attualmente presenti circa 1.670 detenuti, con un esubero di oltre 600 unità rispetto alla capienza regolamentare: ben 550 gli stranieri ristretti. A ciò si aggiunge una carenza di circa 200 unità di personale di Polizia Penitenziaria, una condizione che – evidenzia il sindacato – espone quotidianamente gli operatori a rischi elevatissimi.

«Esprimiamo piena solidarietà e vicinanza ai colleghi feriti, ai quali auguriamo una pronta guarigione», dichiarano Maurizio Somma, segretario nazionale per il Lazio del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, e Donato Capece, segretario generale del SAPPE. «È inaccettabile la continua e sistematica esplosione di violenza che si registra nelle carceri italiane. Siamo di fronte a un fenomeno ormai strutturale che non può più essere sottovalutato».

I rappresentanti sindacali esprimono inoltre «profonda indignazione per il ripetersi di eventi critici all’interno degli istituti penitenziari», sottolineando come il personale sia costretto a operare «in condizioni estreme, con organici insufficienti e senza adeguate tutele».

Il SAPPE auspica che nei confronti di chi aggredisce appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria vengano applicate «sanzioni penali e disciplinari efficaci e tempestive, tali da evitare ogni possibile emulazione e da ristabilire il principio di legalità all’interno delle strutture detentive».