IL BILANCIO DELL'OPERAZIONE

Ristoranti nel mirino della Guardia di Finanza, scoperti otto lavoratori in nero

Tra la Valle del Sacco e i Monti Prenestini. Cinque le irregolarità fiscali accertate e due le proposte di sospensione delle attività.

Ristoranti nel mirino della Guardia di Finanza, scoperti otto lavoratori in nero

Otto lavoratori impiegati senza contratto, senza contributi previdenziali e senza copertura assicurativa. E, in alcuni casi, persino il tentativo di nascondersi agli occhi dei finanzieri, fingendosi semplici clienti dei locali.

È il quadro emerso da un piano straordinario di controlli messo in campo dalla Guardia di Finanza di Roma per contrastare il lavoro sommerso e l’evasione fiscale.

In prima linea i militari della Compagnia di Colleferro, che hanno concentrato le verifiche su diverse attività commerciali del settore della ristorazione, tra la Valle del Sacco e l’area dei Monti Prenestini.

Durante le ispezioni sono stati individuati otto dipendenti completamente in nero, impiegati senza alcun regolare rapporto di lavoro e, di conseguenza, privi delle tutele previdenziali e assicurative previste dalla legge. Una situazione che, secondo quanto ricostruito, alcuni avrebbero tentato di nascondere proprio al momento dell’arrivo delle Fiamme Gialle: per sfuggire ai controlli, alcuni lavoratori si sarebbero allontanati dalle proprie postazioni, fingendosi clienti dei ristoranti.

Non solo lavoro irregolare. Nel corso degli accertamenti sono emerse anche violazioni relative alla tracciabilità dei pagamenti degli stipendi, un ulteriore elemento che evidenzia le criticità nella gestione dei rapporti di lavoro.

Per le situazioni più gravi, i finanzieri hanno inoltre avanzato due proposte di sospensione dell’attività imprenditoriale all’Ispettorato Territoriale del Lavoro. La misura è stata richiesta dopo aver accertato la presenza di lavoratori irregolari in misura superiore al dieci per cento del personale presente al momento dell’ispezione.

Parallelamente, l’attenzione delle Fiamme Gialle si è concentrata anche sulla regolarità degli incassi e sulla corretta certificazione dei ricavi.

Sette i controlli mirati alla verifica della memorizzazione dei corrispettivi telematici: cinque si sono conclusi con la contestazione di violazioni sostanziali. Tra le irregolarità riscontrate, il mancato collegamento dei terminali POS ai registratori di cassa, l’assenza della verificazione periodica dei misuratori fiscali e l’omessa presentazione delle richieste di manutenzione tecnica obbligatoria.

Un fronte, quello fiscale, che si affianca alla lotta al lavoro nero in una strategia più ampia di contrasto all’illegalità economica. Perché il lavoro sommerso non significa soltanto negare diritti e sicurezza ai dipendenti, ma anche alterare le regole della concorrenza, penalizzando le imprese che rispettano la legge.

Stesso principio per la corretta certificazione degli incassi, ogni ricavo non dichiarato sottrae risorse alle casse pubbliche e compromette il principio di equità fiscale, con conseguenze sull’intera collettività.