Mercoledì 11 febbraio, alle 18.30, sarà festa a San Paolo Fuori le Mura per il “popolo” di Sant’Egidio che ricorderà i suoi 58 anni con una celebrazione presieduta da mons. Vincenzo Paglia. La basilica accoglierà gente di ogni età e condizione sociale insieme a tanti amici della Comunità. In questo anniversario, che cade in un anno in cui sono ancora tragicamente aperti numerosi conflitti, non saranno dimenticati i popoli che soffrono per la guerra in diverse parti del mondo, come in Ucraina, Medio Oriente, Nord del Mozambico e Sudan, insieme alle crescenti povertà e alle emergenze ambientali che attraversano tanti paesi.
Tra gli invitati nella basilica anche i senza fissa dimora, alcuni dei quali usciti dalla strada grazie al sostegno della Comunità, gli anziani, le persone con disabilità, i rifugiati venuti con i corridoi umanitari. Ma anche un gruppo di giovani ucraini della Comunità di Sant’Egidio, che dall’inizio della guerra stanno portando avanti un grande impegno umanitario a favore degli sfollati dalle zone del fronte.
L’anno appena trascorso, per Sant’Egidio, è stato segnato da alcuni momenti importanti come la beatificazione nel giugno scorso di Floribert Bwana Chui, giovane congolese della Comunità ucciso a 26 anni per avere detto “no” alla corruzione rifiutandosi di far passare un carico di riso avariato alla frontiera con il Ruanda. O come l’Incontro internazionale “Osare la Pace”, che in ottobre ha espresso fiducia nel dialogo e nella costruzione di un mondo più umano, con un forte appello di Papa Leone per la pace nella cerimonia conclusiva. Ma con tanti altri momenti significativi (vedi santegidio.org).
Alla celebrazione seguirà una festa con tutti i partecipanti. Quello di Roma è solo il primo di altri appuntamenti in programma nei Paesi in cui è presente Sant’Egidio, dall’Europa all’Africa, dall’Asia all’America.