L'indagine "I luoghi che contano"

Minori e povertà, l’allarme di Save the Children

Secondo lo studio poco più di 30 mila minori nella Capitale vivono in zone disagiate.

Minori e povertà, l’allarme di Save the Children

A Roma poco più di 30mila minori, il 7,1% del totale residente in città, vive in un’area di disagio socioeconomico urbano. È quanto emerge dalla ricerca “I luoghi che contano” pubblicata da Save the Children alla vigilia di ‘Impossibile 2026’, la biennale dell’infanzia a Roma all’Acquario Romano.

In queste aree – 32 individuate da Istat nella Capitale – il 37,2% delle famiglie vive in povertà relativa, e un giovane su 3 tra i 15 e i 29 anni non studia e non lavora, il 31% contro il 20% della media cittadina. Nelle aree vulnerabili romane il 10,8% degli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado ha abbandonato gli studi oppure ripetuto l’anno scolastico, una quota doppia rispetto al 5,3% della città.

Per l’abbandono scolastico, lo studio segnala tra le zone più critiche Lunghezza-Colle del Sole, dove si registra anche la più alta concentrazione di minori tra le aree fragili più popolose della città. La quota più alta di bambini con meno di 1 anno si registra alla Borghesiana. Arriva al 33,4% la percentuale di giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano a Ostia Ponente, mentre il tasso più alto di povertà relativa alle famiglie, il 41,4% si registra nei pressi della Stazione Termini.

Insieme allo studio Save the Children ha lanciato una petizione a sostegno di una proposta legislativa che preveda l’istituzione di presìdi socio-educativi nelle aree più vulnerabili delle città, spazi attivi tutto l’anno per i giovani con attività culturali, sportive a artistiche, e con un supporto educativo, psicologico e sociale.