Sarà necessario fissare date e assumere decisioni formali sulla concessione dell’area dove si svolgeva la manifestazione “Anticaglie a Ponte Milvio”. Con una sentenza non definitiva, il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha accolto il ricorso presentato dalla società Arte e Mercati Srl, titolare fino al 2034 della concessione dell’area in via Capoprati. I giudici amministrativi hanno stabilito un cronoprogramma preciso: entro 30 giorni il Comune dovrà comunicare la data esatta di restituzione dell’area alla Regione; nei successivi 30 giorni la Regione dovrà pronunciarsi sulla riattivazione della concessione o adottare altre determinazioni motivate.
L’area interessata dai lavori per i parchi sul Tevere
La vicenda trae origine dagli interventi legati alla realizzazione dei parchi di affaccio sul Tevere, tra le opere connesse al Giubileo. Per consentire i lavori, la Regione Lazio aveva disposto la sospensione della concessione dal 21 marzo 2024 al 15 marzo 2025. Secondo la società ricorrente, tuttavia, il Parco sarebbe stato inaugurato già a giugno dello scorso anno, senza che si procedesse alla riconsegna dell’area oggetto di concessione. Nel frattempo, il mercatino continua a svolgersi in uno spazio temporaneamente messo a disposizione da Roma Capitale, ritenuto però insufficiente per un regolare svolgimento dell’attività commerciale. La società sostiene inoltre che le richieste di chiarimenti sui tempi di restituzione sarebbero rimaste senza risposta.
Il silenzio delle amministrazioni
Nel provvedimento, il Tar rileva che le amministrazioni coinvolte non concordano sulla data di conclusione dei lavori. Proprio questa incertezza ha portato i giudici a ritenere illegittimo il silenzio mantenuto sia dal Comune sia dalla Regione. Da qui l’ordine a Roma Capitale di comunicare formalmente, entro trenta giorni, la data entro cui l’area verrà restituita alla Regione Lazio. Qualora non si intendesse procedere all’immediata riconsegna, il Comune dovrà indicarne le ragioni ostative.
I prossimi passaggi sulla concessione
Una volta ricevuta la comunicazione, la Regione Lazio avrà ulteriori trenta giorni per adottare un provvedimento espresso. Potrà riattivare la concessione, qualora ne ricorrano le condizioni, oppure assumere determinazioni differenti sulla sorte del titolo concessorio. Il Tar precisa inoltre che, nell’eventualità di una proroga della sospensione, la Regione dovrà motivare puntualmente la scelta, indicando le ragioni di fatto e di diritto e specificandone la durata. La sentenza non chiude dunque la vicenda, ma impone tempi certi e trasparenza amministrativa su un’area strategica per lo storico mercato e per le attività economiche che vi ruotano attorno.