Una nuova casa per far spiccare il volo non solo alla Lazio ma a tutta la città di Roma. La società biancoceleste e il suo presidente, Claudio Lotito, hanno presentato il progetto Flaminio che, come ammesso dallo stesso numero 1 laziale, è “una visione” che nasce “per costruire qualcosa che resti. Ogni tifoso sogno uno stadio pieno, moderno, identitario. E anche io lo sogno”.
L’impianto inoltre si candida per essere una delle possibili sedi ospitanti di Euro 2032 con la Lazio che “ha già formalizzato una manifestazione di interesse. Il Flaminio nacque per le Olimpiadi del 1960. Oggi può ambire a tornare nel circuito dei grandi eventi europei”, prosegue il presidente laziale. Un progetto ambizioso il cui prossimo passaggio è l’analisi della conferenza dei servizi sul piano e che seguirà l’iter burocratico già percorso dalla Roma. L’inizio dei lavori è previsto per il primo semestre 2027 con il completamento dell’opera fissato per il primo semestre del 2031 con un investimento iniziale che sarà di 480 milioni, di cui 80 in autofinanziamento e il resto da fonti terze comprese quelle inerenti l’utilizzo degli spazi dello stadio.
Questo, poi, sarà utilizzato anche per altri eventi al di fuori del calcio e avrà una capienza di 50.000 posti. Portando anche una riqualificazione dell’intero quadrante: a partire dall’impianto fotovoltaico che alimenterà lo stadio e che, come sottolinea il professor Roberto De Lieto Vollaro, del Dipartimento di Ingegneria industriale, elettronica e meccanica dell’Università Roma Tre, “potrà cedere l’energia prodotta alla comunità circostante”, passando per la delocalizzazione dei parcheggi, il potenziamento del trasporto pubblico e la trasformazione dell’area in un’isola ambientale. Generando, stando alle stime, circa 150 milioni di ricaduta sul territorio che non hanno nulla a che fare con lo stadio. Un progetto con il quale Lotito ribadisce, ancora una volta, come la Lazio “non è in vendita” ma che, anzi, l’intenzione è quella di costruire “il futuro. Lo stadio è parte di questo disegno. La Lazio è di chi la ama. E noi stiamo lavorando per renderla immortale”, conclude.