Migliaia di persone sono scese in piazza per dire no al Ddl Bongiorno sulle violenze sessuali. Il corteo, promosso da associazioni per i diritti delle donne e dai centri antiviolenza, è partito da piazza della Repubblica e ha raggiunto piazza San Giovanni, animato da musica e colori, con una forte partecipazione femminile. Presenti anche delegazioni di Amnesty, Cgil, Fiom, Uil e Cobas.
Uno striscione rosa con la scritta nera ben visibile anche da lontano: “Senza consenso è stupro”. Dietro, un fiume di persone – soprattutto donne, ma non solo – attraversa il centro di Roma in un pomeriggio animato da musica, slogan e interventi al megafono. È la fotografia del corteo nazionale contro il disegno di legge Bongiorno sulla violenza sessuale, contestato per aver eliminato dalla nuova formulazione il riferimento alla parola “consenso”.
“Il sesso senza consenso è stupro, è un concetto semplice che dovrebbe mettere d’accordo tutti”, sostiene Ilaria Masinara di Amnesty International, presente in piazza. “Andare nella direzione del dissenso significa sovradeterminare le donne e ancora una volta cedere a dimensioni di potere e patriarcali – aggiunge -. Vogliamo una legge che mette al centro il consenso”. Il corteo è partito intorno alle 14:30 da piazza della Repubblica e arriverà a piazza di Porta San Giovanni dopo aver percorso viale Luigi Einaudi, viale Enrico De Nicola, piazza dei Cinquecento, via Cavour, piazza dell’Esquilino, via Liberiana, piazza di Santa Maria Maggiore e via Merulana.