Visita di Papa Leone alla parrocchia del Sacro Cuore di Gesù a Ponte Mammolo, vicina al penitenziario di Rebibbia, ultima delle cinque parrocchie che visita in questo tempo di Quaresima. Accolto dai bambini, dai giovani e dalle loro famiglie nel cortile dell’oratorio, il Pontefice ha visitato gli ambienti parrocchiali e ha salutato i malati, una rappresentanza dei poveri e dei senza tetto che usufruiscono del servizio docce presente nel complesso parrocchiale; presenti anche i volontari della Caritas e della Comunità di Sant’Egidio che si prendono cura di loro. “C’è un atteggiamento oggi che si presenta oggi, quello di chiudere le porte, di dire altri no, basta così ma il Vangelo ci chiama a vivere uno spirito diverso, quello di Gesù che dice ‘ero straniero e mi avete accolto'”. Il Papa ha particolarmente lodato l’iniziativa di un centinaio di comunità, di cui fa parte la stessa parrocchia, di accogliere gli stranieri, offrire loro un servizio di docce e più in generale un servizio di integrazione con l’insegnamento della lingua italiana. Poi la messa che il Pontefice ha concelebrato con il cardinale vicario Baldo Reina, il vescovo eletto monsignor Marco Valenti, il parroco don Francis Refaloe i parroci della prefettura.
L’omelia di Leone XIV
“Attualmente nel mondo molti nostri fratelli e sorelle soffrono a causa di conflitti violenti, provocati dall’assurda pretesa di risolvere i problemi e le divergenze con la guerra, mentre bisogna dialogare senza tregua per la pace. Qualcuno, poi, pretende addirittura di coinvolgere il nome di Dio in queste scelte di morte, ma Dio non può essere arruolato dalle tenebre. La vostra parrocchia da circa novant’anni vive” con “speciale cura le situazioni di povertà, di emarginazione e di emergenza, con attenzione alla presenza, nel suo territorio, della Casa di reclusione di Rebibbia, e con tanti altri segni si sensibilità e di solidarietà. So che aiutate tanti fratelli e sorelle, provenienti da altri Paesi, a inserirsi qui: a imparare la lingua, a trovare una casa dignitosa e a esercitare un lavoro onesto e sicuro. Non mancano le difficoltà, purtroppo talvolta accentuate da chi, senza scrupoli, approfitta della condizione di indigenza dei più deboli per fare i propri interessi. Sono però al corrente di quanto tutti voi vi impegnate a far fronte queste sfide, attraverso i servizi della Caritas, le Case-famiglia per l’accoglienza di donne e mamme in difficoltà e molte altre iniziative. Mi è nota la vitalità e la generosità – ha aggiunto – con cui vi spendete per l’educazione dei giovani e dei ragazzi, con l’oratorio e con altre proposte formative”.