IL MONITORAGGIO

Lago in crisi, Legambiente lancia l’allarme: “Fermare il consumo di suolo”

Tra le richieste lo stop all’espansione edilizia e una riduzione dei prelievi idrici per favorire la ricarica della falda.

Lago in crisi, Legambiente lancia l’allarme: “Fermare il consumo di suolo”

Il Lago Albano è al centro della nuova tappa della campagna “Goletta dei Laghi 2026” di Legambiente, che rilancia l’allarme sulla crisi idrica che interessa uno degli specchi d’acqua più importanti del Lazio.

Secondo l’associazione ambientalista, per salvare il lago è necessario fermare il consumo di suolo e l’espansione edilizia nei Comuni dei Castelli Romani, permettendo alla pioggia di infiltrarsi nel terreno e alimentare la falda del Vulcano Laziale, unica fonte di alimentazione del bacino.

Il Lago Albano, infatti, non riceve acqua da fiumi o torrenti: il suo equilibrio dipende esclusivamente dalle risorse sotterranee. Negli ultimi decenni, però, urbanizzazione, impermeabilizzazione dei terreni, aumento dei prelievi idrici e cambiamenti climatici hanno compromesso la capacità naturale di ricarica della falda.

I dati

Il dato più evidente è l’abbassamento del livello del lago, sceso di circa 7 metri e mezzo negli ultimi decenni, con conseguenze sul paesaggio, sulla biodiversità e sulla stabilità delle aree circostanti.

Legambiente propone inoltre di trasformare l’ultimo pilone delle strutture realizzate per le Olimpiadi di Roma del 1960, oggi emerso dalle acque, in un simbolo della crisi climatica e della necessità di tutelare la risorsa idrica.

L’associazione chiede un piano di interventi che preveda lo stop al consumo di suolo, la riduzione dei consumi idrici, la tutela delle aree verdi e una pianificazione urbanistica compatibile con la disponibilità d’acqua del territorio.

Per Legambiente il futuro del Lago Albano dipenderà dalle scelte che verranno adottate nei prossimi anni per la salvaguardia del Vulcano Laziale e del suo delicato equilibrio ambientale.