Nel cellulare e nel pc aveva le istruzioni su come preparare ordigni o sabotare treni e istituti penitenziari. Per gli inquirenti, inoltre, è lui il responsabile del ferimento del vice dirigente della Digos di Roma colpito al volto da una bottiglia lanciata durante un corteo a sostegno di Alfredo Cospito che si è svolto il 18 aprile nella Capitale. A finire in manette un anarchico trentaseienne, originario della provincia di Napoli, che è stato arrestato dalla polizia con le accuse di detenzione di materiale con finalità di terrorismo, lesioni aggravate e permanenti al viso, violenza e resistenza aggravata a pubblico ufficiale.
La misura restrittiva è stata emessa al termine di una complessa attività di indagine coordinata dalla procura capitolina e condotta dalla Digos della Questura di Roma, partita proprio dal ferimento del funzionario di polizia. Il 36enne avrebbe alle spalle alcuni precedenti di polizia non legati alla galassia anarchica. In particolare, sarebbe stato denunciato in tre occasioni: la prima volta nel 2017, quando era ancora minorenne, per la detenzione di un coltello, nel 2014 in un contesto di spaccio di droga e infine nel 2019 per una lite in strada a Tivoli.
Ora per l’uomo è scattato l’arresto. Secondo chi indaga è stato lui a lanciare la bottiglia di vetro che ferì alla testa il funzionario della Digos durante la manifestazione dello scorso 18 aprile. Il lancio di oggetti da parte di manifestanti scattò durante momenti di tensione tra gli anarchici e un fotografo che seguiva il corteo. Ad esprimere “solidarietà” e “vicinanza” al poliziotto ferito anche la premier Giorgia Meloni che avvertì: “A chi pensa di intimidire lo Stato con la violenza diciamo una cosa semplice: non ci riuscirete”. Quel pomeriggio circa duecento anarchici risposero alla chiamata nazionale riempiendo piazza Immacolata, nel quartiere San Lorenzo e sfilando poi al grido di “Fuori Alfredo dal 41 bis”. Il corteo non era stato preavvisato, ma fu poi autorizzato dalle forze dell’ordine dopo una trattativa. E l’arresto del 36enne arriva nel giorno in cui davanti al carcere di Sanremo si è svolto un presidio anarchico per esprimere solidarietà a Luca Dolce, detto Stecco, esponente del gruppo trentino, arrestato nell’ottobre del 2023 dopo due anni di latitanza.