Una spedizione punitiva finita in tragedia all’interno del carcere di Rebibbia: all’alba di oggi, 2 ottobre, cinque detenuti sono stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere con l’accusa di omicidio aggravato dai futili motivi ai danni di un compagno di cella. Il provvedimento è stato eseguito dal Nucleo Investigativo Centrale (NIC) della Polizia Penitenziaria di Roma, coordinato dalla Procura della Repubblica capitolina.
L’agguato nel sonno e i sei mesi di agonia
I fatti al centro dell’inchiesta risalgono al mese di giugno del 2025. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sulla base dei primi accertamenti mossi dal Comando del Reparto di Rebibbia, i cinque indagati avrebbero organizzato ed eseguito un agguato all’interno del penitenziario.
La vittima è stata colpita ripetutamente con violenza mentre si trovava ancora a letto. A causa del grave pestaggio, l’uomo aveva riportato un trauma cranico severo e una violenta emorragia cerebrale. Trasportato d’urgenza in ospedale e ricoverato in condizioni disperate, il detenuto ha lottato per circa sei mesi prima di morire a causa delle lesioni riportate.
Le indagini del NIC
Le indagini condotte dal NIC e dirette dalla Procura di Roma hanno permesso di delineare le responsabilità dei singoli partecipanti al pestaggio e di raccogliere gli elementi indiziari che hanno portato all’emissione delle ultime misure cautelari notificate ai cinque responsabili.
LANCIO
Spedizione punitiva a Rebibbia: il NIC della Polizia Penitenziaria ha arrestato cinque detenuti per l’omicidio di un compagno di cella. La vittima fu brutalmente aggredita nel letto a giugno 2025, riportando lesioni cerebrali che ne hanno causato il decesso dopo sei mesi di ricovero.