L'INCHIESTA

Operaio morto al Colosseo, salgono a otto gli indagati

Potrebbe essere nuovamente ascoltato il cognato della vittima, che quel giorno era impegnato in un’altra zona del cantiere.

Operaio morto al Colosseo, salgono a otto gli indagati

Salgono a otto, al momento, le persone iscritte nel registro degli indagati per la morte di Andrea Moretti, il 22enne deceduto dopo essere precipitato mentre lavorava in quota al Colosseo.

L’inchiesta entra ora in una fase delicata, con gli inquirenti impegnati a ricostruire ogni passaggio di quella giornata e, soprattutto, a capire se nel cantiere siano state rispettate tutte le procedure previste per i lavori in quota.

Tra gli indagati figura anche il titolare della ditta in subappalto e cognato della vittima. L’uomo si trovava nel cantiere quella notte, ma stava lavorando in un’altra zona della struttura. Tra le persone coinvolte nell’inchiesta anche un altro operaio che risultava indicato come preposto alla sicurezza e che, secondo quanto emerso, non era presente al momento dell’incidente.

Stando alla ricostruzione finora effettuata dai carabinieri della Compagnia Roma Centro, l’incidente è avvenuto mentre il giovane stava scendendo dal terzo al secondo ordine del monumento per intervenire sulle canaline elettriche.

A fornire elementi importanti alla ricostruzione potrebbero essere le immagini delle telecamere di sorveglianza. Secondo quanto emerso, avrebbero ripreso il momento della discesa e della successiva caduta. La fune si sarebbe temporaneamente impigliata alla parete, prima di precipitare insieme al giovane. Dagli accertamenti, inoltre, il moschettone non sarebbe risultato agganciato all’anello di sicurezza e non sarebbe stata rilevata una seconda fune di servizio.

Sono aspetti che dovranno essere verificati attraverso gli accertamenti tecnici già avviati.

Il cognato della vittima, già ascoltato dagli inquirenti e che potrebbe essere nuovamente sentito nei prossimi giorni, ha riferito di non aver assistito direttamente alla caduta. Si trovava dall’altra parte della struttura, insieme a un altro operaio, impegnato su un carrello elevatore. Sarebbe stato il rumore dell’impatto a farli accorrere sul posto.

Proprio la posizione del giovane al momento dell’incidente è ora uno degli elementi al centro dell’inchiesta. Gli investigatori stanno cercando di capire perché Moretti si trovasse da solo durante una lavorazione in quota e quali disposizioni fossero state impartite per garantire assistenza e vigilanza.

Nel frattempo sono stati acquisiti documenti relativi agli appalti, ai subappalti e all’organizzazione delle attività all’interno del cantiere. Saranno inoltre sottoposte a verifiche tecniche le imbracature, i moschettoni e le altre attrezzature utilizzate dal giovane, per accertarne le condizioni e le modalità di impiego.

Un altro passaggio importante dell’inchiesta sarà l’autopsia, accompagnata dagli esami tossicologici disposti all’Istituto di Medicina legale della Sapienza. Gli accertamenti potranno contribuire anche a chiarire se, prima della caduta, il 22enne abbia avuto un improvviso malore.

Mentre la famiglia e la comunità abruzzese, insieme alle persone che conoscevano il giovane e la sua passione per l’alpinismo, attendono di conoscere la verità, l’indagine prosegue per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente e verificare il rispetto delle procedure di sicurezza previste per quel tipo di lavorazione.