«L’Europa scopre oggi ciò che Giorgia Meloni aveva capito anni fa: per governare l’immigrazione illegale non basta gestire gli arrivi, bisogna intervenire anche fuori dai confini dell’Unione europea.
Danimarca, Germania, Austria, Paesi Bassi e Grecia, con governi di diverso orientamento politico, dai socialisti ai popolari, stanno lavorando alla realizzazione di hub e centri di rimpatrio nei Paesi terzi. È esattamente la direzione che l’Italia ha indicato per prima con il protocollo e l’hub realizzati in Albania.
Quello che ieri veniva presentato come un esperimento italiano oggi è diventato un tema centrale dell’agenda europea. E questo è un fatto politico che nessuno può più ignorare. Il modello italiano ha avuto il merito di rompere un tabù: affrontare l’immigrazione illegale con strumenti nuovi, costruendo partenariati con i Paesi terzi e creando le condizioni per rendere effettivi i rimpatri di chi non ha diritto a restare.
È questa la differenza tra chi si limita a subire i fenomeni migratori e chi prova a governarli. Giorgia Meloni aveva indicato questa strada quando in Europa prevaleva ancora l’idea che l’unica risposta possibile fosse la redistribuzione dei migranti tra gli Stati membri. Oggi anche alcuni dei Paesi più rigorosi sulle politiche migratorie stanno discutendo di soluzioni esterne all’UE. È la vittoria del buon senso e della realtà.”.
Lo afferma l’europarlamentare di fratelli D’Italia, Nicola Procaccini, Como-presidente del gruppo dei conservatori al Parlamento Europeo.