La Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per omicidio colposo nei confronti di un chirurgo della clinica Villa Margherita.
Il medico è accusato di aver causato il decesso della 77enne Laila Vasintoni a causa di una diagnosi tardiva di perforazione dell’intestino. La vicenda risale all’agosto del 2024, quando la donna si era sottoposta a un intervento programmato per curare una diverticolite acuta. Subito dopo l’operazione, la paziente ha iniziato ad accusare forti dolori addominali, difficoltà a dormire e seri problemi respiratori.
Nonostante la persistenza dei sintomi, sono trascorsi nove giorni prima che i sanitari decidessero di effettuare gli accertamenti diagnostici. Solamente il 26 agosto si è arrivati a eseguire un secondo intervento d’urgenza nel tentativo di salvare la vita alla donna. Il quadro clinico della paziente era ormai compromesso da una grave infezione che ne ha provocato il decesso a stretto giro. L’inchiesta della Magistratura è scattata a seguito di un report inviato dai medici del Policlinico Umberto I dopo l’autopsia sul cadavere.
Secondo la consulenza del PM Eleonora Fini, il rispetto delle buone pratiche sanitarie avrebbe consentito di evitare la tragedia. I familiari della vittima, assistiti dall’avvocato Antonello Madeo, hanno appreso del presunto errore medico solo al momento dell’avviso di garanzia.