Sarebbe riuscito a concedere prestiti applicando interessi usurari superiori al 20% al mese e, per convincere le vittime a restituire il denaro, avrebbe fatto leva su presunti legami con un’organizzazione criminale in realtà inesistenti. Per questo un imprenditore, attivo nel settore della vendita al dettaglio di carburanti e prodotti per il riscaldamento domestico, è stato posto agli arresti domiciliari in esecuzione di un’ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Velletri, su richiesta della Procura.
L’indagine, condotta dalla Guardia di Finanza del Gruppo di Frascati, ha preso avvio da alcune anomalie finanziarie emerse durante ordinari controlli di polizia economico-finanziaria. I successivi accertamenti bancari, affiancati da attività di intercettazione e servizi di osservazione sul territorio, hanno consentito agli investigatori di ricostruire il presunto sistema di prestiti usurari.
Secondo quanto emerso, l’indagato avrebbe utilizzato il nome di una consorteria criminale per rafforzare le pressioni nei confronti delle persone finanziate e agevolare il recupero delle somme. Le verifiche svolte dai finanzieri hanno però escluso qualsiasi collegamento reale tra l’imprenditore e l’organizzazione evocata.
Le indagini hanno inoltre delineato il possibile coinvolgimento, a vario titolo, di altri componenti del nucleo familiare dell’imprenditore, la cui posizione è al vaglio dell’autorità giudiziaria.