VIOLAZIONI AMBIENTALI

Rifiuti abbandonati nell’officina, area sequestrata

Denunciato il presunto responsabile rischia fino a sei anni di reclusione

Rifiuti abbandonati nell’officina, area sequestrata

Un’operazione congiunta dei Carabinieri Forestali del Nucleo di Sant’Oreste (RM) e della Stazione di Fiano Romano (RM), condotta per la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini, ha portato al deferimento del responsabile e al sequestro di un’area destinata al deposito incontrollato di rifiuti pericolosi di un’autofficina. Il presunto responsabile rischia fino a sei anni di reclusione per gestione illecita e combustione di rifiuti pericolosi.

Nell’ambito del costante controllo del territorio e della tutela dell’ambiente svolti in stretta sinergia tra la linea Forestale e l’Arma Territoriale, i Carabinieri del Nucleo Forestale di Sant’Oreste e della Stazione di Fiano Romano hanno scoperto un esteso deposito incontrollato in un terreno pertinente a un’officina meccanica.

I militari hanno individuato un cumulo disordinato e caotico di circa 35 metri cubi di rifiuti speciali, sia pericolosi sia non pericolosi. L’inventario dei Carabinieri Forestali ha portato alla luce un deposito disomogeneo di componenti meccaniche: catalizzatori, ricambi d’auto, pneumatici e cerchi, frammisti a rifiuti urbani di varia natura. Particolarmente critica la situazione dello stoccaggio di rifiuti liquidi pericolosi: oli lubrificanti esausti abbandonati in recipienti di plastica poggiati direttamente sul nudo terreno, privi di qualsiasi bacino di contenimento o sistema di sicurezza per scongiurare l’infiltrazione nel suolo. Sul posto sono state inoltre rilevate chiare tracce di avvenuta combustione illecita di rifiuti.

L’intera area e i materiali sono stati posti sotto sequestro preventivo e messi a disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Rieti.

La gestione illecita di rifiuti pericolosi è punita dall’art. 256, comma 1 – secondo periodo del D.Lgs. 152/2006 con la reclusione da 1 a 5 anni. Inoltre, il reato di combustione illecita di rifiuti (art. 256-bis D.Lgs. 152/2006) prevede la pena della reclusione da 2 a 5 anni, che sale da 3 a 6 anni quando a essere bruciati sono materiali pericolosi.

La corretta gestione dei rifiuti speciali e pericolosi non è solo un obbligo legale, ma la prima difesa per la salute pubblica e la qualità delle falde acquifere.

Le aziende e le attività artigianali (officine, carrozzerie, cantieri) devono garantire la tracciabilità totale. I rifiuti prodotti dalle attività lavorative devono essere annotati in apposito registro e trasportati sempre accompagnati dal FIR (Formulario di Identificazione dei Rifiuti) tramite ditte abilitate al trasporto rifiuti, tramite idonea iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali.

Nelle normali attività lavorative, le aziende debbono porre cura al deposito temporaneo dei rifiuti prodotti, che salvo deroghe per modiche quantità possono essere tenuti per un massimo di tre mesi. Tali rifiuti vanno comunque depositati in frazioni omogenee e nel rispetto delle cautele tecniche necessarie per evitare danni ambientali.

In particolare lo stoccaggio di rifiuti liquidi pericolosi (oli esausti, solventi e liquidi dei radiatori) deve avvenire in appositi serbatoi a tenuta stagna e doppia parete, collocati su appositi bacini di contenimento (vasche di raccolta per eventuali perdite).

I Carabinieri Forestali ricordano, inoltre, il divieto assoluto di bruciare rifiuti, condotta che costituisce un reato grave e che può rilasciare diossine e sostanze tossiche persistenti nell’aria.

Se si notano accumuli sospetti di pezzi meccanici, contenitori di olio abbandonati o colonne di fumo nero dall’odore acro, contattare tempestivamente il Numero Unico di Emergenza 112 o il 1515 (numero di pubblica utilità per la segnalazione di fatti di interesse Ambientale gestito dall’Arma dei Carabinieri) per permettere un tempestivo ed efficace intervento.

I militari dell’Organizzazione Forestale dell’Arma dei Carabinieri incoraggiano chiunque – anche attraverso il numero gratuito 1515 – a segnalare alle Autorità i comportamenti eventuali presunti illeciti che possono anche solo potenzialmente causare un danno alle risorse ambientali o alla salute di chi abita quel territorio.