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Due stragi identiche in pochi anni nella stessa fabbrica pirotecnica, morti madre e figlio

La Procura di Rieti, guidata dal procuratore capo Paolo Auriemma, ha aperto un fascicolo per accertare la dinamica e stabilire se siano state rispettate tutte le norme di sicurezza.

Due stragi identiche in pochi anni nella stessa fabbrica pirotecnica, morti madre e figlio

Un boato tremendo squarcia il silenzio di Sant’Anatolia di Borgorose. A crollare interamente sotto l’effetto della deflagrazione una struttura adibita al trattamento preliminare della polvere da sparo. Sotto le macerie della pirotecnica Mattei hanno perso la vita Simone Colle, operaio di trent’anni, e sua madre, la sessantenne Teresa Tozzi, che collaborava con l’azienda. Miracolosamente illesi altri due dipendenti. Ma dietro la cronaca di un drammatico incidente sul lavoro, emerge una coincidenza atroce e spietata. Le vittime appartengono alla stessa famiglia già decimata nello stesso stabilimento il 28 luglio 2023.

In quell’occasione morirono Franco Colle e i suoi due figli, Anna e Claudio, rispettivamente zio e cugini del giovane Simone rimasto ucciso nelle scorse ore. Un secondo dramma che solleva pesanti interrogativi. Solo un anno fa, nel giugno del 2025, i titolari dell’azienda, Fabrizio e Gaetano Mattei, avevano patteggiato quattro anni di reclusione ciascuno per omicidio colposo, caporalato e detenzione di materiale esplodente in sito non autorizzato. Nel 2025 lo stabilimento era stato dissequestrato, ottenendo nuovamente le licenze di produzione e vendita. Ora la Procura di Rieti ha aperto un nuovo fascicolo per accertare la dinamica. Durissima la reazione della Cgil, che parla di tragedia intollerabile e rifiuta la retorica della fatalità. Mentre Paolo Capone, Leader UGL chiede di rafforzare la cultura della sicurezza sul lavoro. Infine Pelecca della Cisl: “Di fronte ad eventi come questo non possiamo limitarci al cordoglio. Ogni morte sul lavoro rappresenta una sconfitta per il Paese e impone un’assunzione di responsabilità collettiva da parte delle istituzioni, delle imprese e delle parti sociali”.