SANITÀ TERRITORIALE

115 Case di Comunità pronte, target raggiunto

Se la macchina strutturale ed edilizia corre, resta aperta la sfida più complessa: il reclutamento del personale medico

115 Case di Comunità pronte, target raggiunto

Importante passo in avanti per la sanità di prossimità nel Lazio. La Regione ha comunicato di aver completato i lavori in 115 delle 122 Case della comunità previste, strutture già inaugurate o in procinto di esserlo. Con questo dato l’ente ha già superato i parametri imposti dal Ministero della Salute, che fissavano il target minimo a 107 strutture.

Entro la fine di giugno, con l’entrata in esercizio delle ultime 7 strutture rimaste, la Regione Lazio prevede di coprire il 100% degli obiettivi.

I numeri della rete: Case e Ospedali di comunità

La Regione non si è limitata ai vincoli del PNRR, ma ha deciso di ampliare la rete assistenziale investendo risorse extra:

  • Case della Comunità aggiuntive: Grazie a fondi extra PNRR, sono state programmate ulteriori strutture, tra cui una nel Reatino e cinque nel Frusinate.

  • Ospedali di Comunità: Per quanto riguarda i ricoveri brevi e le cure intermedie, l’obiettivo è completare 35 presidi entro fine luglio. Ad oggi ne sono già stati attivati 29. Dei restanti sei, quattro entreranno in funzione a fine giugno e gli ultimi due a fine luglio.

Il nodo del personale e l’accordo con i medici di base

Se la macchina strutturale ed edilizia corre, resta aperta la sfida più complessa: il reclutamento del personale medico. Attualmente i presidi sono operativi grazie al grande sforzo organizzativo delle singole Aziende Sanitarie Locali (ASL).

La sanità territoriale rappresenta un punto centrale dell’agenda del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, che ha mantenuto per sé la delega alla Sanità. Il governatore sta portando avanti un doppio binario: da un lato il completamento dei cantieri, dall’altro le trattative per l’inserimento dei medici di medicina generale all’interno delle neonate strutture.

Il piano di Francesco Rocca: Il presidente punta con decisione sulla chiusura dell’accordo integrativo regionale, una mossa diventata ancora più urgente dopo il blocco della riforma nazionale della medicina di famiglia. «Speriamo di portarlo a casa sulla base degli accordi che sono stati firmati nelle altre regioni», ha dichiarato il governatore nei giorni scorsi, fiducioso di trovare un’intesa con i sindacati dei medici di base per garantire la piena operatività dei servizi.