“Francis Kaufmann può stare in giudizio, il processo può riprendere”. I giudici della Corte d’Assise di Roma con una ordinanza di tre pagine dispongono il riavvio del processo per il duplice femminicidio di Villa Pamphili, avvenuto a Roma nel giugno dello scorso anno. Dopo avere disposto per l’imputato, alla luce di una perizia psichiatrica, un percorso di cura presso una struttura specializzata, i giudici di piazzale Clodio scrivono che “l’attuale stato fisiopsichico dell’imputato è compatibile con il regime detentivo”, salva “la necessità di apprestare un adeguato monitoraggio clinico”. Il procedimento per gli omicidi della compagna di Kaufmann, Anastasia Trofimova, di 29 anni, e della sua figlioletta Andromeda di appena 11 mesi riprenderà il prossimo 6 luglio.
I giudici, alla luce delle condizioni di salute del cittadino americano, hanno ripristinato per lui la misura della custodia cautelare in carcere revocando il suo ricovero presso una struttura dell’ospedale Santo Spirito. Nell’ordinanza la Corte d’Assise cita la relazione del 3 giugno scorso della struttura ospedaliera secondo cui il paziente – che nel corso del ricovero ha “rifiutato qualunque accertamento sanitario e qualunque trattamento” – presenta una “condizione psichica giudicata inidonea a giustificare un trattamento sanitario obbligatorio” ma “la gravità del quadro clinico che aveva portato al suo ricovero appare risolta”, pur permanendo “aspetti abnormi di personalità caratterizzati da tendenza alla manipolazione e alla prevaricazione”. I giudici aggiungono che per i periti Kaufmann “presenta(va) una significativa remissione del disturbo psicotico acuto e transitorio precedentemente diagnosticato”. La situazione clinica attuale è “quindi compatibile con la capacità di partecipare al processo nel quale è imputato”.
I giudici il 9 marzo scorso avevano disposto la perizia psichiatrica – così come sollecitato dai difensori dell’imputato – da cui era emersa una “incapacità temporanea di stare in giudizio”. Nei confronti del cittadino americano il pm Antonio Verdi contesta il duplice omicidio aggravato dai motivi futili e abietti oltre all’occultamento di cadavere. I due corpi vennero trovati nell’area verde il 7 giugno dello scorso anno. Secondo quanto emerso dalle autopsie Anastasia venne soffocata mentre Andromeda venne strangolata. Gli inquirenti, sin dalle prime fasi delle indagini, avevano raccolto elementi ritenuti gravi, precisi e concordanti a carico dell’imputato che venne arrestato dopo alcuni giorni in Grecia.