A oltre quarant’anni dalla scomparsa di Emanuela Orlandi, torna sotto i riflettori la figura di Marco Fassoni Accetti. Il fotografo romano, oggi settantenne, è nuovamente indagato dalla Procura di Roma dopo che in passato le sue dichiarazioni erano state archiviate come una “sceneggiatura fantasiosa”. La notizia anticipata dal quotidiano La Repubblica. Nelle scorse settimane, dopo l’audizione in commissione parlamentare, era emerso che Accetti fosse finito nel registro degli indagati per l’accusa di calunnia in riferimento al caso di Katty Skerl, la diciassettenne uccisa nel 1984.
Il filone d’indagine, coordinato dal pm Stefano D’Arma, si muove però su un piano diverso rispetto al passato: gli inquirenti, scrive il quotidiano, non stanno verificando solo l’attendibilità delle autoaccuse di Accetti, ma ipotizzano che possa aver fatto parte di una rete di adulti dedita all’adescamento di minorenni da introdurre a terzi. In questo contesto, vengono riletti in modo unitario diversi eventi della Roma degli anni ’80. Oltre al caso Orlandi, l’attenzione si estende alla scomparsa di Mirella Gregori, avvenuta il 7 maggio 1983, e alla morte del tredicenne José Garramon, trovato senza vita nel dicembre dello stesso anno nella pineta di Castel Porziano. A investirlo fu Accetti, condannato in via definitiva per omicidio colposo, ma oggi gli investigatori si interrogano sulla possibilità che non si sia trattato di un semplice incidente.
Tra i punti da chiarire, come il ragazzo possa essere arrivato a circa venti chilometri da casa e chi lo abbia eventualmente accompagnato. Parallelamente, i carabinieri stanno raccogliendo nuove testimonianze di persone che all’epoca erano adolescenti e che riferiscono di aver conosciuto Accetti attraverso la promessa di servizi fotografici, con il sospetto che potesse introdurle in ambienti privati o a contatti sconosciuti. Sotto esame anche le telefonate dell'”Amerikano” dell’estate 1983 e alcune lettere anonime, per verificare un possibile coinvolgimento del fotografo.
Il legale
“Non abbiamo ricevuto nulla al momento”. Risponde così all’ANSA, Giancarlo Germani, legale difensore del fotografo Marco Accetti dopo notizie di stampa secondo cui il fotografo settantenne sarebbe stato indagato di nuovo dalla procura di Roma a oltre quarant’anni dalla scomparsa di Emanuela Orlandi. Questa volta gli inquirenti ipotizzano che possa aver fatto parte di una rete di adulti dedita all’adescamento di minorenni da introdurre a terzi.
Intanto, in un comunicato lo stesso legale fa sapere di aver querelato in data 17 dicembre 2025, Pietro Orlandi presso la procura della Repubblica di Roma per i reati di diffamazione aggravata e calunnia in relazione alle dichiarazioni da costui rilasciate in data 7 ottobre 2025 dinanzi alla Commissione bicamerale di inchiesta sulle scomparse di Mirella Gregori di Emanuela Orlandi . “Fassoni Accetti veniva definito da Pietro Orlandi testualmente: “Io considero Accetti un mitomane per tutte le cose che ho fatto in precedenza”‘, scrivono, tra l’altro, i legali. “Poiché Marco Fassoni Accetti non ha mai riportato alcuna condanna penale per pedopornografia o adescamento di minori – proseguono i legali – , il sottoscritto e il consorte di difesa, l’avvocato Paolo Grillo, rileviamo che l’informativa attribuita al compianto dott. Calipari non ha avuto alcun seguito di alcun tipo non avendo prodotto neanche una minima inchiesta di rilevanza penale, ne discende il pieno diritto di Fassoni Accetti di tutelare il proprio onore e decoro e di non accettare di essere definito in modo dispregiativo e disonorevole”, appalesandosi “le condotte di Orlandi gravemente diffamatorie e calunniose”.