La Corte d’Appello di Roma ha confermato la sentenza di primo grado che dichiara decaduto dal Consiglio regionale del Lazio Marco Colarossi, eletto nel 2023 nelle liste del Movimento 5 Stelle e successivamente passato a Forza Italia. Con la sentenza viene inoltre confermata la sostituzione di Colarossi con Vincenzo D’Antò, primo dei non eletti del Movimento 5 Stelle che aveva impugnato la convalida dell’elezione davanti al tribunale civile di Roma. Nei prossimi giorni si completeranno i tempi tecnici per la surroga, dopodiché D’Antò potrà prendere possesso del seggio e sarà operativo a tutti gli effetti in Aula e nelle Commissioni.
La maggioranza di centrodestra così perde un pezzo, con il gruppo di Forza Italia che passa da 7 a 6 consiglieri, mentre il Movimento 5 stelle torna a contare tre seggi. Con la decisione depositata oggi, i giudici hanno respinto il ricorso di Colarossi, confermando l’ineleggibilità legata alla mancata efficacia delle dimissioni dal precedente incarico in Regione Lazio entro i termini previsti dalla normativa. La decisione si basa, infatti, sulla questione legata alla ineleggibilità di Colarossi in Consiglio regionale, in quanto dipendente della Regione al momento della presentazione delle liste elettorali.
La vicenda risale alle elezioni regionali del febbraio 2023. Colarossi, nella precedente legislatura, aveva ricoperto un incarico di lavoro a tempo determinato presso la Regione. Secondo quanto ricostruito in sede giudiziaria, le dimissioni, pur presentate l’11 gennaio 2023, sono state protocollate il 20 febbraio successivo, oltre il termine richiesto per la presentazione delle candidature. La Corte ha ritenuto che, ai fini dell’eleggibilità, le dimissioni producano effetti dal momento della protocollazione presso l’ente e non dalla sola presentazione formale.