Si è svolta in Campidoglio, nell’Aula Giulio Cesare, la cerimonia di conferimento della cittadinanza italiana a dodici giovani neo-diciottenni, accolti dal Sindaco Roberto Gualtieri insieme ai rappresentanti delle istituzioni capitoline. La cerimonia, promossa da Roma Capitale, ha rappresentato un momento simbolico di riconoscimento e partecipazione civica per ragazze e ragazzi che, raggiunta la maggiore età, hanno completato il percorso previsto per il conseguimento della cittadinanza italiana.
Presenti alla mattinata istituzionale anche la presidente dell’Assemblea Capitolina Svetlana Celli, l’assessore alle Periferie e ai Servizi Delegati Pino Battaglia, la presidente della Commissione Pari Opportunità Michela Cicculli e la presidente della Commissione Politiche Sociali Nella Converti.
I dodici neo-cittadini hanno origini in Guinea Equatoriale, Repubblica Dominicana, Bangladesh, Ucraina, Albania, Polonia, Bosnia, Marocco, Romania, Etiopia e Perù, a testimonianza del carattere multiculturale della città e dei percorsi di integrazione costruiti nel tessuto sociale romano.
La cerimonia si è aperta con l’esecuzione dell’Inno di Mameli ed è proseguita con gli interventi istituzionali e il saluto del sindaco ai ragazzi e ai loro accompagnatori. A conclusione dell’incontro, Gualtieri ha consegnato ai giovani una copia della Costituzione italiana, dello Statuto di Roma Capitale e una pergamena commemorativa, prima della tradizionale foto di rito.
“È stata una bellissima cerimonia, un momento di grande emozione e orgoglio per tutta la nostra comunità. La cittadinanza conferita oggi a queste ragazze e a questi ragazzi è il riconoscimento di un percorso che hanno già compiuto nella nostra città e nel nostro Paese. Dalle loro storie personali emergono abitudini, linguaggi, relazioni e aspirazioni che sono parte integrante della vita quotidiana di Roma. Questi giovani sono cresciuti nelle nostre scuole, nei nostri quartieri, condividendo esperienze, valori e legami con i loro coetanei. A tutto questo si aggiunge il patrimonio culturale delle loro famiglie, che rappresenta una ricchezza preziosa per Roma, città internazionale e crocevia di culture, da sempre aperta al dialogo, all’incontro e alla fratellanza tra i popoli. Oggi celebriamo non soltanto un importante traguardo personale, ma anche la forza di una comunità che si riconosce nei valori dell’inclusione, della partecipazione e della convivenza. A questi dodici nuovi cittadini rivolgo i miei migliori auguri per il loro futuro e il mio ringraziamento per il contributo che continueranno a dare alla crescita della nostra città” ha affermato il sindaco Gualtieri.
“Questa cittadinanza riconosce un’appartenenza già vissuta ogni giorno, nella scuola, nelle amicizie, nella vita della città. E non certifica un punto di partenza, ma riconosce una realtà: questi ragazzi sono già parte della nostra comunità. Qui sono cresciuti, costruito relazioni e immaginato il proprio futuro. Con i diritti arrivano responsabilità, ma soprattutto la possibilità di partecipare pienamente alla vita democratica e contribuire a costruire il futuro della città di Roma” ha dichiarato l’assessore Battaglia.
“Oggi dedichiamo a loro la Festa della Repubblica. Un traguardo che rappresenta un fondamentale passaggio di giustizia per il riconoscimento di un diritto che crediamo debba arrivare molto prima dei 18 anni, un lungo periodo di attesa spesso segnato da difficoltà, privazioni e momenti di sconforto. Un ringraziamento profondo va alle famiglie di questi giovani, che li hanno cresciuti e protetti in un percorso non facile, custodendo la speranza in un legame profondo con l’Italia” ha affermato Michela Cicculli.
“Siamo qui oggi per riconoscere quello che avrebbe dovuto essere riconosciuto molto prima. Il ritardo con cui la cittadinanza viene loro conferita è un ritardo di cui la politica deve assumersi la responsabilità piena, senza sconti. Dobbiamo avere il coraggio di leggere il cambiamento e di stare dentro il tempo in cui viviamo. Il giorno dopo l’ottantesimo anniversario della Repubblica oggi, l’Aula Giulio Cesare è stata la fotografia esatta di ciò che è l’Italia: un Paese con una storia profonda di migrazione, multiculturale, aperto e inclusivo. Il nostro Paese è pronto e loro lo dimostrano. Come Roma Capitale, per il quarto anno consecutivo, abbiamo voluto dare ampia visibilità al tema della cittadinanza e alla necessità di riformare una legge che non rappresenta più la realtà di questo Paese” ha dichiarato Nella Converti.