La sentenza

Definitiva la confisca dei beni di Franco Gambacurta

La decisione della V sezione penale della corte di Cassazione è arrivata a quasi otto anni dall'operazione Hampa, che nel 2018 portò a 58 arresti e al sequestro preventivo del Montespaccato Calcio, inclusi gli impianti sportivi.

Definitiva la confisca dei beni di Franco Gambacurta

Confisca definitiva per i beni riconducibili a Franco Gambacurta, già condannato a 30 anni di reclusione con sentenza passata in giudicato. La decisione della V sezione penale della corte di Cassazione è arrivata a quasi otto anni dall’operazione Hampa, che nel 2018 portò a 58 arresti e al sequestro preventivo del Montespaccato Calcio, inclusi gli impianti sportivi.

Lo rende noto l’azienda pubblica di servizi alla persona “Asilo Savoia”.

Proprio l’Asilo Savoia, unitamente a una rappresentanza di ragazze e ragazzi di “Talento & Tenacia” e del “Gruppo Sportivo Montespaccato” avevano tenuto un flash mob il 30 aprile scorso davanti al Palazzo di Giustizia mentre era in corso la Camera di Consiglio della V Sezione Penale della Corte, al fine di testimoniare e condividere con l’opinione pubblica il proprio impegno diretto per la legalità e la giustizia sociale e confidare – a distanza di 8 anni dal sequestro, di ben 6 sentenze, della revoca parziale del giugno 2024 e dei tentativi di intimidazione subiti, ultimo dei quali nel gennaio subito dopo la sentenza con cui la Corte di Appello aveva respinto la richiesta di revoca parziale dei beni – nella parola fine, che per un intero Quartiere, avrebbe significato un vero e proprio nuovo inizio.

“Dal 30 aprile – ha dichiarato il presidente di Asilo Savoia Massimiliano Monnanni – contavamo i giorni per avere notizie della decisione assunta in camera di consiglio dalla corte di Cassazione. La confisca definitiva crea le condizioni per chiudere la gestione transitoria assunta dall’ASP nel luglio 2018 e prolungatasi forzosamente a seguito di ben 2 rinvii alla Corte di Appello, che nel giugno 2024 aveva revocato parzialmente la confisca dell’impianto sportivo creando viva preoccupazione nel quartiere”.