La svolta

Il Ministro Giuli pronto a salvare il Teatro Delle Vittorie, al via l’iter

Manifestazione di interesse del Mic, per la "valorizzazione culturale"

Il Ministro Giuli pronto a salvare il Teatro Delle Vittorie, al via l’iter

Alessandro Giuli scioglie le riserve e dopo giorni in cui aveva dimostrato la sua disponibilità annuncia di essere pronto a fare la sua offerta per salvare il Teatro Delle Vittorie, tempio romano del varietà televisivo italiano, e il veneziano palazzo Labia, storica dimora barocca affrescata dal Tiepolo. Sono due degli immobili che la Rai ha deciso di vendere con il piano di dismissioni del suo enorme patrimonio immobiliare, un impero da circa 700mila metri quadrati di cui l’azienda è proprietaria in tutta Italia. Nel piano è prevista la vendita di 15 immobili di pregio, pari al 23% dell’intero patrimonio, per realizzare quasi 250 milioni di euro. Ma è soprattutto su queste due proprietà di pregio che il progetto di vendita ha sollevato la pubblica indignazione.

Per il teatro di posa di Roma, ad un passo dall’altro storico edifico della Rai di via Asiago 10, dove sfavillava la Canzonissima di Antonello Falqui, Raffaella Carrà, Pippo Baudo, di proprietà della Rai dagli anni ’60 ma teatro di varietà di rivista già dagli anni ’40 (si esibirono lì anche Totò e Anna Magnani), a muoversi era stato subito Renzo Arbore. Ma la battaglia in difesa del teatro se l’è intestata soprattutto Fiorello, ben prima dei partiti dell’opposizione che oggi, prima dell’annuncio del ministro, sono arrivati ad annunciare un’interrogazione parlamentare per chiedere spiegazioni.
Per palazzo Labia, oltre ai dipendenti dell’azienda e i partiti, si era mossa anche Italia Nostra preoccupata per le intenzioni della Rai sulla destinazione degli affreschi di Tiepolo: per questo aveva chiesto di sospendere, modificare o revocare la procedura di dismissione, per “salvaguardare un Palazzo monumentale (vincolato), le occupazioni, le professionalità e il tessuto sociale della città stessa”. Ed anche il Comune si è opposto ad una vendita che prevedesse un cambio di destinazione, abbattendo quindi di fatto il valore dell’immobile.
E infatti il Mic ha comunicato il proprio interesse a farlo: l’iter, considerato l’annuncio ufficiale, sarebbe già partito. La finestra per manifestare le manifestazioni di interesse all’acquisto degli immobili Rai scade infatti a giorni. Poi sarebbe comunque compito del Ministero dare la sua autorizzazione alla cessione di beni vincolati (servono 60 giorni) e poi circa 4 mesi per esercitare il diritto di prelazione. Il costo dell’operazione non è noto ma i due immobili potrebbero valere circa 7 milioni quello romano e almeno il doppio quello veneziano.