Lazio sconfitta all’Olimpico dall’Iner per 3-0.I neroazzurri a segno Lautaro, Sucic e Mkhitaryan, biancocelesti in partita solo nell’ultimo quarto d’ora. Mercoledì la finale di Coppa Italia, sempre all’Olimpico.
La cronaca
Sotto gli occhi del presidente del Senato, Ignazio La Russa, grande tifoso interista, e del ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, tifoso laziale, le squadre danno vita a quello che è, a tutti gli effetti, un antipasto buono per aprire lo stomaco in attesa del piatto principale che sarà servito tra quattro giorni. Che, per l’Inter, sarebbe la ciliegina su una torta già ricca e dal sapore di scudetto, e per la Lazio il modo di salvare la stagione e prendersi la qualificazione all’Europa League dopo averla fallita in campionato. Sarri opta per un turnover ragionato tenendo in panchina Taylor diffidato e quindi a rischio stop nel derby, oltre a Maldini e Isaksen. Mentre Chivu sceglie l’attacco titolare con Thuram e Lautaro Martinez, dato che l’argentino è bisognoso di mettere minuti nelle gambe dopo il lungo stop. Tra le due a pagare è la scelta di Chivu visto che il suo capitano, al ritorno da titolare, è assoluto protagonista prima con il destro al volo che sblocca il risultato dopo soli 7 minuti e mette subito il match in discesa, poi con l’assist per il sinistro a giro di Sucic che vale il 2-0 e manda in ghiaccio un match che sembra aver poco da aggiungere dopo soli 39 minuti. La Lazio non c’è; l’unico sussulto lo regala Noslin su punizione, troppo centrale e troppo poco per impensierire i campioni d’Italia.
All’intervallo, Chivu decide di gestire le forze togliendo Thuram e Barella ed inserendo Frattesi e Bonny. Ma, in avvio di ripresa, è ancora l’Inter ad avere la palla giusta per chiuderla definitivamente con Bisseck, trovando Motta a dirgli di no. L’episodio che fa calare il sipario sul match, però, arriva poco dopo con l’entrata dura di Romagnoli su Bonny per la quale Abisso estrae il giallo ma poi, richiamato dal Var, punisce con il rosso diretto sanzionando il grave fallo di gioco del difensore lasciando così la Lazio in 10 e senza alcuna speranza di rimontare.
Anche Sarri capisce che l’impresa è quasi impossibile e toglie Pedro, diffidato e a rischio per il derby, per inserire Dia, così come Isaksen per Cancellieri. E proprio il danese è il più pericoloso con un paio di occasioni. Ma a spegnere ogni velleità di rimonta ci pensa Mkhitaryan che sigla il tris chiudendo ogni discorso.