Si è concluso a Roma il Congresso regionale della Uiltucs Roma e Lazio con la rielezione all’unanimità di Alessandro Contucci alla guida della categoria. L’assise, che ha visto una fitta partecipazione di delegati del terziario, turismo e servizi, ha confermato la fiducia nel Segretario uscente per guidare l’organizzazione verso le sfide del XIII Congresso Nazionale. Nel ringraziare la platea per la riconferma, Contucci ha sottolineato come questa fiducia rappresenti una responsabilità enorme in una fase storica in cui il mercato del lavoro di Roma e del Lazio presenta criticità sempre più marcate, evidenziate con chiarezza dai dati della ricerca Eures presentata durante i lavori.
Lo studio Eures ha infatti consegnato al sindacato una fotografia impietosa del territorio regionale, dove la crescita del settore turistico e dei servizi non sembra tradursi in un miglioramento delle condizioni di vita per chi vi opera. La ricerca evidenzia un aumento preoccupante del lavoro povero, con una fetta consistente di occupati che, pur lavorando, resta sotto la soglia di povertà a causa di contratti frammentati e part-time involontari. A questo si aggiunge un tasso di precarietà strutturale che nel settore dei servizi vede oltre il 60% dei nuovi contratti con una durata limitata, impedendo di fatto una stabilità sociale ed economica per migliaia di famiglie laziali.
Proprio partendo da queste evidenze, Alessandro Contucci ha dedicato una parte centrale della sua relazione al recente decreto legge sul “Salario giusto”, definendolo un primo passo necessario ma ancora insufficiente a risolvere le distorsioni del sistema. La dignità del lavoro, ha ribadito con forza Contucci, non si esaurisce in una cifra oraria stabilita per legge, ma deve passare necessariamente attraverso il rafforzamento dei contratti nazionali e la lotta senza quartiere ai contratti pirata che alimentano il dumping salariale.
Il Congresso si chiude dunque con un mandato chiaro: vigilare affinché le nuove norme sul salario non diventino un limite, ma una base su cui costruire tutele reali. La Uiltucs Roma e Lazio esce da questa due giorni determinata a rivendicare non solo stipendi più alti, ma anche continuità occupazionale e una migliore conciliazione tra tempi di vita e di lavoro, portando queste istanze con forza al prossimo appuntamento congressuale nazionale. Il sindacato ribadisce che non ci può essere sviluppo per la Capitale e per la Regione se questo continua a poggiare su un sistema di lavoro povero e senza garanzie per il futuro.
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