Notte di paura e tensione all’ospedale di Colleferro, dove il personale del Pronto Soccorso è stato vittima dell’ennesima aggressione durante l’esercizio delle proprie funzioni. Un episodio che riaccende prepotentemente il dibattito sulla sicurezza dei lavoratori della sanità pubblica.
La dinamica dell’aggressione
Secondo le prime ricostruzioni, il caos è scoppiato durante la notte tra il 29 e il 30 aprile. A scatenare le violenze sarebbero stati alcuni parenti di un paziente ricoverato nella struttura. Per cause ancora al vaglio degli inquirenti, la discussione è degenerata in pochi istanti: dalle parole si è passati ai fatti, con un’aggressione fisica e verbale diretta verso medici e infermieri in servizio nel reparto di medicina d’urgenza.
L’intervento della Polizia
La gravità della situazione ha richiesto l’immediato intervento degli agenti del Commissariato di Polizia di Colleferro. Solo l’arrivo dei poliziotti ha permesso di ristabilire l’ordine e di garantire l’incolumità degli operatori sanitari, visibilmente scossi ma costretti a proseguire le attività di soccorso. Gli investigatori stanno ora vagliando le testimonianze e le immagini di sorveglianza per identificare formalmente i responsabili e procedere a norma di legge.
La condanna politica: “Svilente e inaccettabile”
L’episodio ha sollevato un coro di indignazione. La consigliera regionale del PD, Eleonora Mattia, ha espresso ferma condanna attraverso una nota ufficiale: “È inaccettabile che chi lavora per la salute pubblica debba rischiare la propria incolumità. Medici e operatori svolgono un ruolo gravoso con salari spesso inadeguati: la Regione Lazio deve intervenire subito con misure urgenti per garantire sicurezza e dignità professionale.”