LA CERIMONIA

Celebrato il 25 aprile, il Sindaco Lo Fazio: “Democrazia e libertà antidoti contro il totalitarismo”

Consegnata al sindaco la croce al valor militare in memoria del partigiano anziate Giorgio Roesler Franz

Celebrato il 25 aprile, il Sindaco Lo Fazio: “Democrazia e libertà antidoti contro il totalitarismo”

Riaffermare i valori del 25 aprile, la democrazia e la libertà come “antidoti contro il totalitarismo e gli autoritarismi”. A dirlo è stato il sindaco, Aurelio Lo Fazio, nel corso del suo intervento alla cerimonia per la Festa della Liberazione.

Al sindaco è stato consegnato il riconoscimento della Croce al valor militare, conferito in memoria di Giorgio Roesler Franz, partigiano nato ad Anzio e morto a Milano a seguito delle ferite riportate proprio nel corso degli scontri del 25 aprile. Non avendo eredi diretti, la norma prevede che il riconoscimento sia affidato al sindaco, cosa che è avvenuta per mano del generale di corpo d’armata Gianpaolo Mirra.

In piazza erano presenti, comunque, i figli di cugini di primo grado della vittima, Marisol, Carla, Claudia e Roberto Roesler Franz, insieme ad autorità civili, militari e religiose.

Al ruolo dei partigiani – Lo Fazio ha citato anche tutti gli altri nati ad Anzio e ricordato Leda Cochi, presidente Anpi recentemente scomparsa – è stata dedicata parte del discorso del sindaco: “Grazie alla resistenza e al coraggio di tanti giovani italiani, partigiani di varie estrazioni politiche e sociali, unito all’intervento degli alleati, venne restituito ai nostri nonni e genitori il bene più prezioso: quello della libertà. Per tali ragioni la Resistenza resta il caposaldo della nostra Repubblica”.

Lo Fazio ha ricordato, inoltre, che “grazie alla liberazione che stiamo celebrando oggi, 81 anni dopo quel 25 aprile, l’Italia ha avuto libere elezioni e ha scelto la Repubblica. È in quel periodo che è nata e si è affermata l’idea di Europa di Colorni, Rossi e Spinelli, quella che ci ha garantito pace e libertà in 80 anni e che ancora oggi rappresenta un baluardo rispetto a ogni segnale di prepotenza, sia da est come da ovest del mondo”.

Un cenno anche al manifesto realizzato per il 25 aprile: “Abbiamo inserito lo slogan ‘Messaggio di libertà’. C’è una bottiglia che immaginiamo solcare il mare e raggiungere – ad esempio – chi fugge da guerre, soprusi, sfruttamento e arriva nel nostro Paese in cerca di quella libertà. Non potremo mai abituarci a chi perde la vita in traversate del Mediterraneo e se è giusto combattere gli scafisti, è sacrosanto garantire assistenza a chi approda in Italia e pertanto in Europa con l’intento di lavorare onestamente”.

Un messaggio attraverso il quale “lanciare un segnale, così come fatto in altre occasioni, proprio da questa città che ha conosciuto dolore, sofferenze, sfollamento, morte e distruzione. Siamo una goccia nell’oceano, assistiamo quotidianamente a quanto accade nel mondo, proprio per responsabilità dei regimi totalitari e autocratici, ma dobbiamo restare fermi a difendere i nostri valori, sanciti nella nostra Costituzione”.