Il Sisde si sarebbe occupato “impropriamente” di Emanuela Orlandi, la ragazzina vaticana scomparsa a Roma il 22 giugno del 1983, perchè Giulio Gangi, allora giovane membro dei Servizi che lavorò al caso, aveva una conoscenza personale con la famiglia Meneguzzi, ‘cugini’ degli Orlandi, ed in particolare con Monica Meneguzzi, cugina di primo grado di Emanuela. E’ l’aspetto più rilevante, secondo quanto si apprende, della testimonianza resa davanti alla Commissione bicamerale di inchiesta sulle scomparse di Emanuela Orlandi e di Mirella Gregori, presieduta dal senatore Andrea De Priamo, da Anna Franceschi, all’epoca dei fatti segretario del raggruppamento Sisde di Roma.
L’interessamento del Sisde, ha quindi fatto sapere l’ex agente, fu dovuto all’intraprendenza di Gangi, oggi scomparso, che con Monica Meneguzzi, figlia di Mario Meneguzzi, zio di Emanuela, avrebbe avuto all’epoca una relazione. L’interessamento di Gangi sarebbe maturato quindi per la sua conoscenza personale della famiglia e di Monica in particolare diversamente da quanto detto dagli stessi Meneguzzi ed in particolare dal fratello Pietro, sempre auditi dalla Commissione.