Parte il nuovo regolamento per i tavolini di bar, ristoranti e alberghi a Roma. Si è chiusa la fase dedicata alle istanze di adeguamento e ora scatteranno i controlli. L’assessorato al Commercio non ha acconsentito a ulteriori proroghe e ha fatto sapere che invierà un avviso formale, con invito a regolarizzare la propria posizione, agli esercenti che non hanno inviato la domanda. Da oggi i dehors sono consentiti soltanto se non c’è uno spazio per i tavolini sul marciapiede. La superficie che ciascun locale può occupare è calcolata in percentuale su quella interna e non più sulla suddivisione delle aree esterne. Gli arredi vanno adeguati progressivamente al catalogo, ad esempio ombrelloni e sedie di plastica saranno banditi al centro storico. Sono previste differenze – con norme via via meno stringenti – dal centro alle periferie.
In tutto, per l’adeguamento sono state avanzate 2.747 domande, di cui quasi la metà al centro storico. Alle Torri, nel Municipio VI, si è registrato il numero più basso di richieste: soltanto sei. Sul totale delle domande il 17 per cento (pari a 457 istanze) è arrivato nell’ultima giornata utile, il 31 marzo. “Ora entriamo nella fase di applicazione: gli effetti saranno progressivi, ma la direzione è quella di una gestione più ordinata ed equilibrata dello spazio pubblico, a tutela di chi lavora nel resto delle regole e dei cittadini e delle cittadine che hanno il diritto di vivere la loro città”, ha detto l’assessora al Commercio, Monica Lucarelli.
La città è stata suddivisa in tre ambiti: sito Unesco, città storica e suburbio. Nel primo, in linea di massima, si può occupare un terzo della superficie interna ma nelle aree pedonali si sale al 40 per cento di occupazione consentita, pari ai due quinti. In alcune zone, in assenza di spazio su strada, i dehors sono consentiti ma non devono occupare un rettangolo superiore ai due stalli auto. Nella città storica, si sale a tre stalli auto ma resta il limite di un terzo della superficie interna mentre nelle aree pedonali si può occupare anche uno spazio pari al cento per cento della superficie interna. Nel suburbio si confermano spazi pari al cento per cento della superficie interna che salgono al 125 per cento nelle zone oltre la Fascia verde.
“Abbiamo introdotto criteri oggettivi, legando le concessioni alla qualità delle attività, abbiamo differenziato i contesti urbani e reso i controlli più semplici ed efficaci – ha sottolineato Lucarelli -. Per garantire un’applicazione omogenea delle norme su tutto il territorio, ho convocato nei giorni successivi alla Pasqua una riunione con i presidenti e i direttori dei Municipi. L’obiettivo è condividere modalità di istruttoria e definire, insieme alla Polizia Locale, procedure di controllo coordinate ed efficaci”.