le indagini

Caso Delmatro, per la Bisteccheria spesi 40 mila euro

Solo per l'acquisto degli arredi. Il legale dei Caroccia: "Dimostreremo che Delmastro è estraneo"

Caso Delmatro, per la Bisteccheria spesi 40 mila euro

Il costo dell’affitto che sfiora i duemila euro al mese e gli investimenti affrontati per l’allestimento del locale, circa 40 mila euro. Anche su queste voci di spesa i pm della Dda di Roma che indagano sulla società ‘Le 5 Forchette’, gestore del ristorante “Bisteccheria d’Italia”, avviano degli accertamenti. Un flusso di denaro la cui natura è oggetto di analisi da parte degli inquirenti: per chi indaga Mauro e Miriam Caroccia, indagati per riciclaggio e intestazione fittizia di beni, anche “in fase di avviamento” della Srl hanno “trasferito e reinvestito” i proventi “delle attività illecite” del clan di stampo camorristico dei Senese. Un’attività illecita “aggravata” dall’averla messa in atto, si legge negli atti dell’inchiesta, “al fine di agevolare l’associazione di stampo mafioso facente capo al clan”.

Nell’atto di costituzione della società, il 16 dicembre del 2024, gli azionisti, tra cui figurava anche l’ex sottosegretario Andrea Delmastro, investirono complessivamente 10 mila euro. Successivamente hanno dovuto affrontare una serie di spese per l’avvio del locale di via Tuscolana. I proprietari presero accordi con una cittadina cinese a cui diedero circa 40 mila euro per l’acquisto di arredi, attrezzature e dotazioni tecniche con cui allestire i locali della steak house. Degli investimenti affrontati parla lo stesso Mauro Caroccia, che ora sta scontando una pena a quattro anni per reati di mafia, nei video promozionali che si trovano in rete raccontando la nascita della sua nuova “creatura”, del suo nuovo locale. “Avete visto la nuova insegna? Baffo non esiste più”, esordisce in un video del settembre 2025, per poi aggiungere: “la nascita del nuovo nome è una storia lunga… lascia stare… ma posso assicurare che la qualità della carne è la stessa”.

L’obiettivo degli inquirenti è accertare anche il modo in cui Caroccia sia entrato in contatto con l’esponente di Fratelli d’Italia. Domande che gli verranno poste mercoledì dai magistrati nel corso dell’interrogatorio fissato in procura. Anche la figlia Miriam sarà sentita dai titolari del procedimento. Dal canto suo il loro legale annuncia che nel corso dell’atto istruttorio gli indagati vorranno parlare anche dell’ex sottosegretario Delmastro.

“I miei assistiti ricostruiranno l’intera vicenda legata alla società – annuncia il difensore, l’avvocato Fabrizio Gallo -. Ai pm spiegheremo il ruolo avuto da Delmastro e la sua estraneità. In questo ambito metteremo a disposizione degli inquirenti atti e documenti che dimostreranno che nessuna somma di denaro proveniente dalla criminalità ha a che fare con la Srl”. Intanto sulla vicenda sono a lavoro anche i pm dell’antimafia di Torino. Gli inquirenti piemontesi hanno avviato accertamenti su quanto avvenuto prima della costituzione della società, nel dicembre di due anni fa. Sotto la lente le società riconducibili a Caroccia. Al momento il fascicolo torinese è contro ignoti.