L’inchiesta sull’esplosione al Casale del Sellaretto, costata la vita ai militanti anarchici Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, entra in una fase cruciale con il conferimento degli incarichi per le autopsie. Il pool antiterrorismo della Procura di Roma mira a chiarire la dinamica dello scoppio, avvenuto mentre i due stavano probabilmente assemblando un ordigno rudimentale a base di fertilizzanti. Parallelamente, la Digos sta analizzando telefoni, computer e documenti sequestrati nelle abitazioni di Ponte Mammolo e dell’Alessandrino alla ricerca di possibili complici.
Gli investigatori ipotizzano che l’obiettivo dell’attentato fosse situato nel raggio di pochi chilometri dal luogo del crollo, dove si trovano siti sensibili come una ferrovia, una caserma e il polo anticrimine della via Tuscolana. Mentre il web e i forum legati alla Federazione Anarchica Informale sono sotto stretta sorveglianza, in diverse città d’Italia come Roma, Viterbo e Perugia sono apparse scritte di rivendicazione e solidarietà firmate con la “A” cerchiata. Le indagini restano coperte dal massimo riserbo per ricostruire l’intera rete di appoggi della coppia.