Il copione era studiato nei minimi dettagli: un finto urto in curva, il segno sulla carrozzeria fatto con carta vetrata e la minaccia. Un trentunenne campano ha affiancato un anziano a bordo di uno scooter, accusandolo di avergli danneggiato il mezzo. Per piegare ogni resistenza, l’uomo si è qualificato come Carabiniere. Davanti alla richiesta di compilare il CID, il truffatore ha alzato il tiro: “Se chiamiamo i colleghi, le ritirano la patente”, ha detto, toccando un tasto sensibile per l’ottantenne, preoccupato di non poter più assistere la moglie inferma. Una pressione psicologica costata alla vittima quasi 3.000 euro.
L’anziano è stato scortato al bancomat sotto lo sguardo vigile del malvivente. Ma qui è entrato in scena un agente del Distretto Aurelio, fuori servizio. Notando l’atteggiamento sospetto del giovane durante il prelievo, il poliziotto ha sbarrato la strada con il proprio scooter proprio nel momento dello scambio del denaro. Dopo un breve tentativo di fuga a piedi, il trentunenne è stato bloccato. Addosso aveva ancora i gessetti usati per simulare i danni. Ora si trova agli arresti domiciliari con l’accusa di tentata estorsione e resistenza.