Primo via libera alla riforma costituzionale su Roma Capitale. La commissione Affari costituzionali della Camera ha approvato il mandato ai relatori sul disegno di legge che punta a rafforzare status e funzioni della Capitale nell’ordinamento costituzionale. Il provvedimento, al termine dell’esame degli emendamenti, è ora pronto per l’approdo in Aula a Montecitorio dopo il referendum sulla giustizia. Relatori del testo sono Paolo Barelli (Forza Italia) e Marco Perissa (FdI).
Il voto in commissione ha però messo in evidenza divisioni tra le opposizioni. Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra hanno votato contro, mentre il Partito democratico ha scelto l’astensione. Una posizione che, spiegano fonti dem, ha una doppia lettura politica: da un lato sostenere il percorso di rafforzamento dei poteri di Roma Capitale – su cui lo stesso Pd aveva presentato una proposta di legge a prima firma di Roberto Morassut – dall’altro mantenere aperto il confronto parlamentare però senza rompere definitivamente il fronte delle opposizioni. Ma soprattutto una forma di ‘stimolo’ affinché si concretizzi la redazione della legge ordinaria parallela sulle risorse, chiesta più volte dal Pd e dal sindaco della Capitale Roberto Gualtieri.
L’astensione viene letta infatti anche come un segnale di disponibilità dopo il lavoro di mediazione delle scorse settimane, quando sul testo si era sviluppato un confronto politico tra governo, Campidoglio e Regione Lazio. In quel passaggio il sindaco Gualtieri aveva sollecitato modifiche alla formulazione iniziale dell’emendamento del governo, portando a una trattativa che ha coinvolto direttamente anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Il risultato della mediazione è confluito nell’emendamento del governo, poi approvato in commissione, che chiarisce il perimetro delle competenze attribuibili alla Capitale. In particolare si stabilisce che “la legge dello Stato può attribuire ai Comuni capoluogo delle città metropolitane specifiche e ulteriori funzioni amministrative sulla base dei principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza”. Dal Campidoglio trapela soddisfazione un altro passo avanti ora si va in Aula.
Ed esulta il centrodestra: “Un primo passo importante per attribuire centralità a Roma garantendole poteri e risorse speciali all’altezza delle grandi capitali europee”, ha detto la ministra per le Riforme Elisabetta Casellati. “Esprimo grande soddisfazione perché così si chiude un percorso avviato all’inizio di questa legislatura, quando avevo depositato un disegno di legge a mia prima firma”, il commento del presidente dei deputati di Forza Italia Barelli. Soddisfazione anche dall’esponente FdI Perissa e dal presidente della commissione Affari costituzionali Nazario Pagano: “Mi auguro che, su una riforma costituzionale così significativa, possa maturare una convergenza ampia in Parlamento. Quando si parla di Roma Capitale si parla dell’interesse generale dell’Italia e della credibilità delle nostre istituzioni”. Resta invece la contrarietà di una parte delle opposizioni. “Abbiamo votato no al Ddl costituzionale per Roma Capitale – spiega il capogruppo di Avs in commissione Filiberto Zaratti – perché introduce surrettiziamente una forma di autonomia differenziata a livello comunale”.