“Tua figlia ha investito e ucciso una mamma con il suo bambino, serve una cauzione da 25.000 euro”. Tono deciso del finto maresciallo, per spaventare un’anziana, che ha racimolato soldi e gioielli per il valore richiesto a dall’altra parte del telefono, consegnandoli ad un presunto delegato del Tribunale, nella realtà il truffatore di 25 anni della provincia di Roma, finito in carcere.
La dinamica della truffa è stata ricostruita dalla Polizia di Stato, coordinata dai PM della Procura di Roma – Dipartimento criminalità diffusa e grave, fino all’emissione nell’ordinanza del GIP, di custodia cautelare in carcere per il giovane, trovato nella sua abitazione.
I fatti risalgono al luglio del 2025, a Roma. Il 25 enne ha chiamato la donna a casa, convincendola a raccogliere soldi e gioielli per la cauzione e a mandare il marito ad una stazione dei carabinieri per prendersi carico della loro figlia in stato di fermo.
Subito dopo la chiamata di un finto avvocato, avvisava la vittima della truffa dell’imminente arrivo di un delegato del Tribunale per risolvere bonariamente la controversia. Detto e fatto. Ha suonato il campanello e la donna ha rispettato gli accordi per paura, ma quando non ha visto rincasare né marito né la figlia, li ha contattati al telefono, capendo il raggiro.
A quel punto la chiamata al 112 Numero Unico di Emergenza ha avviato le indagini degli agenti del Commissariato di P.S. Porta Pia, che hanno anche analizzato le immagini estrapolate dal sistema di videosorveglianza del palazzo.
Il GIP presso il Tribunale di Roma ha emesso una ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere, notificata al direttore interessato, che si trovava a casa quando si è trovato di fronte i poliziotti partiti dalla Capitale, insieme ai colleghi della Questura di Napoli.