Un vuoto normativo che dura da oltre vent’anni sta per essere colmato. In occasione dell’inaugurazione della nuova Casa e Ospedale di Comunità “Santa Caterina” nel Municipio V di Roma, il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha annunciato passi decisivi per la firma dell’Accordo Integrativo Regionale (AIR) per la medicina generale.
Un ritardo storico: “Recuperiamo 21 anni di fermo”
Rocca non ha risparmiato critiche alle precedenti amministrazioni, definendo “faticoso” il lavoro di recupero necessario per aggiornare un contratto fermo, nella sua interezza, al 2005.
“Sono 21 anni che manca un accordo integrativo regionale completo. Quello del 2017 riguardava solo un singolo aspetto. In dieci anni di gestione Zingaretti, D’Amato e Leodori è stato fatto zero. Mi sono caricato sulle spalle questa partita e sono sicuro che raggiungeremo l’intesa.”
I pilastri del nuovo accordo
La proposta di riorganizzazione della rete territoriale laziale punta a una sanità di prossimità più efficiente e integrata. I punti cardine includono:
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Evoluzione delle cure: Trasformazione delle Unità di cure primarie (Ucp) in Aggregazioni funzionali territoriali (Aft).
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Integrazione territoriale: Sinergia operativa tra i medici di base e le nuove Case di Comunità.
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Più servizi ai cittadini: Potenziamento della diagnostica e delle campagne vaccinali, con un’estensione degli orari di apertura degli ambulatori.
Obiettivo PNRR
La scadenza è fissata: l’accordo deve essere siglato prima di giugno per garantire il rispetto dei tempi dettati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Rocca ha lanciato un monito chiaro a chiunque possa ostacolare il processo: “Se qualcuno pensa di fare il furbo e crede di far fallire il PNRR si sbaglia di grosso. Prevarrà l’intelligenza collettiva per garantire la presenza dei medici nelle nuove strutture e il necessario monte ore di assistenza.”