Dopo quattro mesi di detenzione, due giovani marocchini accusati della violenza di gruppo avvenuta nel parco romano lo scorso ottobre sono tornati in libertà. Il colpo di scena è arrivato grazie ai riscontri scientifici: il DNA rinvenuto sulla scena del crimine non coincide con quello del diciannovenne indicato dalla vittima. Inoltre, durante una recente ricognizione personale, né la ragazza né il fidanzato hanno riconosciuto i due indagati attraverso il vetro oscurato.
Cade così il quadro probatorio per il presunto esecutore e per il complice che avrebbe fatto da palo. Mentre un terzo uomo resta in carcere, la caccia ai responsabili prosegue: si cercano almeno altri due sospettati ancora in fuga.